sabato 20 febbraio 2010

Verso Torino: l'Onda di Pisa contesta il procuratore Caselli!


[www.infoaut.org]
Circa cinquanta studenti e studentesse dell'Onda pisana hanno improvvisato un presidio davanti all'auditorium del centro Maccarrone di Pisa per contestare la presenza del procuratore Giancarlo Caselli, in città per presentare il suo libro "Le due guerre - perché l'Italia ha sconfitto il terrorismo e non la mafia". L'invito al procuratore è arrivato dal "coordinamento pisano per la legalità", organismo di facciata delle istituzioni.

Un'iniziativa "culturale" che rientra a pieno in quell'operazione di propaganda mediatica, che ha il fine di mostrare il volto buono dello stato che combatte i nemici in nome della legalità, celando così il ruolo di repressione e criminalizzazione (non riuscita) dei movimenti e delle lotte sociali.

Come è spesso accaduto negli ultimi mesi, anche oggi a Pisa il procuratore è stato accolto dalle contestazioni dell'Onda. Gli studenti e le studentesse hanno esposto uno striscione che recitava: "Caselli: dietro quello scudo c'eravamo tutti- 24/02 no rewind". Importante questo ennesimo atto di protesta contro colui che ha orchestrato l'operazione Rewind.

Mercoledì prossimo a Torino ci sarà la prima udienza del processo, che vede imputati i compagni e le compagne arrestati il 6 luglio scorso. Anche in questa occasione l'Onda farà sentire la propria voce: delegazioni da tutte le città parteciperanno ad un presidio davanti al palagiustizia torinese.

L'Onda non si processa! Dietro quello scudo c'eravamo tutti!

venerdì 19 febbraio 2010

Studenti medi ancora in Onda contro la riforma!


[www.infoaut.org/torino]
Studenti medi in piazza in diverse città del nostro paese, questa mattina, contro la riforma Gelmini nelle scuole superiori. Mobilitazione tornata in Onda già in seguito al passaggio del decreto in consiglio dei ministri, due settimana fa, con un corteo spontaneo a Torino e due occupazioni delle scuole a Bologna.

La cronaca dalla città
di Torino. Un migliaio gli studenti torinesi in corteo partiti da piazza Arbarello, sotto una pioggia battente. Lancio di uova sotto il Miur e la sede della Provincia, scritte e volantinaggio contro il caro-trasporti della Gtt. Sentito il nesso con quanto è avvenuto e sta avvenendo in Val Susa: gli interventi hanno sottolineato la solidarietà degli studenti con il movimento No Tav e rimandato alla fiaccolata di questa sera a Bussoleno.

giovedì 18 febbraio 2010

Migr-azioni


IN VISTA DELLA MOBILITAZIONE DEI MIGRANTI DELLA GIORNATA DELL'1 MARZO

Presidio alle 15.00 a Porta Nuova, 1 Marzo 2010

Giovedi 18 Febbraio 2010
aula 34 Palazzo Nuovo, Via Sant'Ottavio
ore 17.00 – 20.00

DIBATTITO CON REALTA' TORINESI CHE OPERANO A STRETTO CONTATTO CON I MIGRANTI

- TESTIMONIANZE E INTERROGATIVI -

interverranno: Collettivo immigrati autorganizzati - Individualità antirazziste - Microclinica Fatih - Comitato di solidarietà ai rifugiati migranti

a seguire: dibattito aperto

- Banchetto materiale informativo aperto ai contribuiti dei partecipanti -

organizzazione: Noemi Santarella studentessa in Lingue - Giulia Lepori dott.ssa magistrale in sociologia - Irene Dionisio dott.ssa in filosofia - Giulia Viero dott.ssa in Scienze della Comunicazione

lunedì 15 febbraio 2010

E' uscito il nuovo numero di BARAONDA!


Cercala negli spazi occupati di Palazzo Nuovo!
Sui tavoli delle aule studio e delle biblioteche universitarie!
Sulle panchine e sulle macchinette del caffè della tua facoltà!
Chiedi di lei, trovala, leggila, falla conoscere, facci sapere cosa ne pensi, collabora con noi!

prossima redazione di BARAONDA: prossimo 3 marzo allo spazio UniLotta alle ore 12, vieni!

Download pdf: scarica

mercoledì 10 febbraio 2010

Studenti sull’Onda di Blackout...


Gli studenti del Collettivo Universitario Autonomo non possono che esprimere solidarietà a Radio Blackout per la minaccia di sgombero che incombe sulla sede di via Cecchi. Esprimiamo solidarietà e promettiamo partecipazione in ogni iniziativa svolta ad impedire tale sgombero.
Siamo ascoltatori di Blackout, ma come giovani e studenti che costruiscono e attraversano lotte e movimenti siamo allo stesso tempo cronisti Blackout, siamo alcune fra le tante voci che la compongono.

Sulle frequenze di Blackout in questi anni, dalle strade e dalle università di Torino, abbiamo raccontato le assemblee, i cortei, denunciato la repressione, festeggiato la liberazione dei nostri compagni. E, mentre davamo la nostra testimonianza, ascoltavamo su Blackout quelle di altri giovani e studenti, che in questi anni si prendevano le strade e le università in ogni parte del mondo, dalla Grecia all'Iran, passando per la Francia, il Messico, la Germania.

Perché Blackout è innanzitutto la voce a Torino di ogni lotta, di ogni collettività o individualità non conforme, della valle che resiste e del migrante rinchiuso nel CIE. Blackout è dentro e in prima fila nelle lotte, nelle resistenze. È una radio che parla del mondo che ci circonda in tutta la sua cruda realtà, che denuncia la violenza ingiusta che nessuno denuncia, e rivendica quella più giusta e liberatoria che la politica e le reti unificate condannano.

Ma dal 1992 ad oggi Blackout è anche canale per ogni esigenza espressiva, un luogo fisico di condivisione di esperienze indipendenti e libere. La sede di via Cecchi è uno dei luoghi che costituiscono l'arcipelago della Torino antagonista e non conforme. Alle serate di Blackout, in via Cecchi come nei centri sociali e case occupate che le ospitano, sei sicuro di trovare della musica fatta con passione, dei dj che spaccano, una cosa da bere per pochi denari. Una socialità altra da quella scintillante, modaiola, vuota e sempre più inaccessibile della Torino post-olimpica e capitale della gioventù. Una logica diversa da quella dell'evento, che richiama le masse e ingrossa le tasche del comune e dei commercianti.

Togliere la sede a Blackout vuol dire cercare di toglierle la voce. Non è un problema di condominio. A chi fa Blackout quella sede piace, e allo stesso tempo è necessaria per mandare avanti questa esperienza. A chi fa Blackout è evidente che non interessa cosa il comune voglia fare col suo progetto di rifunzionalizzazione dell'area di via Cecchi. Che il comune si cerchi un altro luogo da rifunzionalizzare, che cerchi fra le migliaia di edifici abbandonati a se stessi di cui è proprietario. Perchè questo ci sembra piuttosto solo un pretesto per coprire un atto di censura.

Allora questa giornata a Palazzo Nuovo è una delle iniziative che danno il via alla campagna di blackout contro la censura.

Invitiamo gli studenti a partecipare a questa e alle prossime iniziative, ad intraprendere questa battaglia. Li invitiamo a spegnere la censura ed accendere radio blackout (105.250 fm)!

Collettivo Universitario Autonomo