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martedì 4 maggio 2010

Spazio occupato, il Fuan è cacciato!


A seguito della mobilitazione di decine di studenti oggi è stato occupato uno spazio al piano terra di Palazzo Nuovo. Questo spazio, probabilmente a causa di pressioni provenienti dal Consiglio Regionale, avrebbe dovuto essere assegnato dall’università al Fuan (nota organizzazione di estrema destra oggi interna al Pdl) in vista delle elezioni nazionali del CNSU. Come studenti di Palazzo Nuovo crediamo che la gestione degli spazi che vengono assegnati ai collettivi e alle associazioni che realmente sono presenti e fanno politica all’interno dell’università non possa essere ostaggio di raccomandazioni fatte da pseudo cariche istituzionali. Crediamo, inoltre, che la situazione di militarizzazione che si è venuta a creare all’interno dell’università oggi (un centinaio tra poliziotti in borghese e reparti antisommossa schierati in ogni angolo dell’atrio) sia uno spettacolo indegno per chi come noi pensa che l’università debba essere uno spazio per il libero scambio di conoscenze e produzione di saperi critici e non una vetrina dove farsi pubblicità. Al Fuan, che si presenta nelle sedi universitarie solo durante i periodi di campagna elettorale e che sostiene la scellerata riforma voluta dal Governo che taglia i fondi all’università lasciandola in una situazione drammatica, consigliamo di cercare altre strade. L’università è di chi la vive quotidianamente e lotta per la sua difesa. Tutti gli altri sono avvoltoi.

Studenti e studentesse antifascist*

mercoledì 3 febbraio 2010

Olanda: azioni e università occupate!


[www.uniriot.org] Lunedì 1 Febbraio gli studenti dell'Università di Utrecht e di Amsterdam hanno occupato gli edifici delle università contro i tagli ai finanziamenti e contro la soppressione dei sussidi agli studenti, e contemporaneamente si sono svolte azioni nelle città di Rotterdam e Nijmegen. A seguire il comunicato degli studenti di Utrecht nella versione tradotta in italiano e in quella inglese. Università di Utrecht, Edificio del Comitato Direttivo, 1 Febbraio 2010.

Questa volta il Comitato Direttivo ha oltrepassato la linea ed è inaccettabile! Nonostante gli sforzi nel salvare la versione cartacea dell' Ublad (il giornale universitario) con il supporto di migliaia di studenti, i professori e l'intero U-raad (Consiglio dei rappresentanti della comunità universitaria) continuano ad imporre le loro politiche controverse. Allo stesso tempo, la qualità della nostra formazione è a rischio ed i finanziamenti agli studenti saranno tagliati. Ecco perché noi, gli occupanti dell'Edificio del Comitato Direttivo dell'Università di Utrecht, ci sentiamo in dovere di entrare in azione per una versione cartacea ed indipendente dell'Ublad, per la democratizzazione del governo dell'università, e contro i tagli alla formazione imposti dal governo olandese.

A causa dell'eliminazione dell'Ublad, è divenuto impossibile informare la comunità universitaria e garantire una voce democratica. L'università dovrebbe essere un luogo per il pensiero indipendente e dovrebbe sempre predisporre spazi per la critica. Un giornale universitario indipendente è precisamente quello di cui abbiamo bisogno per mobilitare la comunità universitaria, per iniziare un dialogo e stringere nuove relazioni tra noi e la società.

Dal nostro punto di vista, il tema riguardante l'Ublad è uno tra i numerosi tentativi di trasformare l'Università in azienda laddove la direzione e i suoi manager professionisti riescono ad entrare a scapito della democrazia, della qualità, diversità e integrità scientifica. Questi valori centrali, che l'università deve rappresentare, dovrebbero essere riflessi nel modo in cui l'università è governata. Per questo l'università dovrebbe essere governata direttamente dalla stessa comunità universitaria, e non da una cricca scelta non democraticamente.

Le nostre preoccupazioni non sono limitate ad Utrecht, perché siamo di fronte a drastiche riforme nazionali come i tagli ai finanziamenti alla formazione, il possibile taglio dei sussidi agli studenti, l'attuazione del BSA (Binding Study Advice [Il BSA impone il raggiungimento di un numero minimo di crediti per ogni anno, nel caso in cui questo non venga raggiunto gli studenti sono costretti ad interrompere il programma di studio per tre anni, N.d.T.] ), ed il nostro Ministro dell'Educazione si rifiuta di difendere la proposta di inserimento di uno "studente assessore" (uno studente nel Comitato Direttivo). La posizione dell'Università e della formazione nella società è troppo importante per essere abbandonata e controllata dai meccanismi di mercato. Questo processo globale sta colpendo la formazione a livello mondiale e deve essere fermato immediatamente!

In Europa e nel resto del mondo, le proteste contro questo processo sono state rese visibili da più di centinaia di occupazioni e manifestazioni di massa durante la "Global Week of Action" del novembre 2009. Adesso è il nostro momento e chiediamo che:

  • L'Ublad nel suo attuale formato cartaceo con un editore indipendente deve essere garantito in modo permanente dal Consiglio Direttivo dell'Università di Utrecht.
  • L'U-raad dell'Università di Utrecht ha il diritto di richiedere dei referendum vincolanti, facilitati dall'università stessa, per tematiche che ritiene importanti. Queste saranno registrate nei loro statuti.
  • L'U-raad dell'Università di Utrecht avrà una voce diretta in tutte le decisioni prese dal Consiglio Direttivo dell'Università di Utrecht tramite il diritto ad un voto fisso in caso di maggioranza dell'U-raad, ed al diritto di veto in caso di unanimità dell'U-raad stesso.
  • Tutti i partecipanti e coloro che sono coinvolti nell'occupazione dell'Università di Utrecht saranno esenti da qualsiasi denuncia, adesso ed in futuro, da parte dell'Università di Utrecht o da altri membri, e potranno lasciare l'edificio occupato e gli spazi senza alcun coinvolgimento di altri soggetti.
  • L'attuale Ministro dell'Educazione, della Cultura e della Scienza, Mr. Ronald Plasterk, chiederà pubblicamente scusa alla popolazione danese per il deterioramento della formazione durante il suo mandato.
  • Il Consiglio annuncerà pubblicamente di bloccare i tagli ai finanziamenti ed assicurerà maggiori investimenti nell'alta formazione per ogni persona.

Il nostro dovere come studenti attivisti non sarà concluso fino a quando saremo ascoltati e le nostre richieste saranno accolte. Inoltre, sollecitiamo tutti gli studenti, i docenti e i genitori a resistere al deterioramento strutturale della nostra formazione e mobilitarsi per una formazione pubblica dignitosa a cui ognuno ha diritto.

Salviamo la nostra formazione!

domenica 13 dicembre 2009

L'I.T.C. Luxemburg contro la Gelmini!


Mozione MINISTRO GELMINI

Approvata dal Collegio Docenti dell'I.T.C. Rosa Luxemburg di Torino il 3-12-09

- Vista la diminuzione delle sedi scolastiche, delle sedi universitarie, delle ore di docenza in alcuni gradi dell'istruzione, del numero dei docenti, a fronte di un aumento degli allievi per classe,

- Vista la diminuzione di moduli, di progetti e del tempo pieno,

- Vista la diminuzione del personale non docente, del personale ATA e dei docenti d'appoggio,

- Considerati i licenziamenti dei precari, gli accorpamenti di diverse classi di concorso,

- Considerando il taglio dei fondi destinati alla scuola e l'azzeramento di gran parte dei crediti, già anticipati e spesi legalmente dalle scuole, che il Ministero aveva già assegnato alle scuole,

- Considerata la poca chiarezza della riforma ministeriale ed in molti casi la sua inapplicabilità,

- Visto che l'insieme di questi (e altri) provvedimenti è un disegno che mira all'eliminazione di fatto della Pubblica Istruzione:

chiediamo

le dimissioni del ministro della Pubblica Istruzione

Voti a favore 49
Voti contrari 3
Astenuti 8

ROSA LUXEMBURG OCCUPATO

In data 23/11/2009 noi studenti dell'ITC Rosa Luxemburg abbiamo deciso di occupare la scuola, per manifestare il nostro dissenso ai decreti emessi l'estate scorsa. In particolare alla legge 133/2008 che prevede un forte taglio ai fondi della scuola pubblica di circa 8 miliardi di euro.Inoltre verrà effettuato una notevole diminuzione del personale ATA, di circa 43000 posti di lavoro, e delle ore settimanali di lezioni, peggiorando così la qualità dello studio.

Tutto questo, come ha ribadito più volte lo stesso ministro dell'istruzione,è stato fatto per risparmiare; questo però non autorizza che sia la scuola pubblica ad essere penalizzata quando poi i soldi negati all'istruzione vengono reinvestiti nel campo della guerra (come e successo per la costruzione di due caccia-bombardieri F35 che verranno utilizzati in Afghanistan).

Inoltre la protesta mira anche a contrastare il disegno di legge Aprea che tende a privatizzare le scuole pubbliche trasformando l'istruzione in una vera e propria azienda dando molto potere decisionale a persone appartenenti a enti privati che influiranno sulle decisioni interne dell'istituto.

Studenti e studentesse dell'I.T.C. Rosa Luxembourg occupato

martedì 17 novembre 2009

Rettorato occupato!


Nel corteo di oggi, 17 novembre 2009, migliaia di studenti hanno sfilato pacificamente per le strade di Torino. Questa è la risposta al nuovo DDL Gelmini. A conclusione del corteo i partecipanti stanno occupando il Rettorato, dove si sta svolgendo un'affollatissima assemblea. Studenti e studentesse di Torino non hanno intenzione di lasciare il rettorato fino a quando il Rettore non prenderà atto della minaccia cui l'istruzione pubblica è sottoposta. Una minaccia che, dietro la retorica della meritocrazia, intende privatizzare il sistema universitario italiano.

Questo disegno di legge, infatti, mette in chiaro tutti i capisaldi ideologici che hanno segnato gli interventi dell'Esecutivo nel campo delle riforme universitarie a partire dalla legge 133/08.

Il futuro del sapere sarà, se non cambia la direzione, un privilegio di chi potrà permetterselo. Riteniamo quindi un dovere morale di ogni cittadino, cosciente della propria vita pubblica, unire la propria voce alla nostra per gridare che, in questo momento di crisi profonda, la strada da seguire punta in direzione del pubblico.

Nelle camere legislative, nei prossimi mesi, non si discuterà semplicemente della natura e dell'organizzazione di un'istituzione accademica ma ad essere messo in discussione sarà il nostro futuro.

Per queste ragioni oggi gli studenti di tutta Italia sono scesi in piazza e continueranno a lottare per impedire che questi provvedimenti vengano adottati. Oggi il Rettorato, domani l'Italia. Non facciamola nascere!

Domani ore 10 al Rettorato ci sarà il primo Senato Studenti della nuova era: facciamolo finalmente diventare un Senato degli studenti e delle studentesse e non dei rappresentanti, a partire da oggi con l'occupazione del Rettorato. Inizia una nuova storia!

Occupanti del rettorato dell'universita' di Torino

venerdì 30 ottobre 2009

Gelmini a Palermo? L'Onda occupa uno stabile!


[www.infoaut.org] Un centinaio di studenti universitari del movimento 'Onda Anomala' ha occupato uno stabile abbandonato di proprieta' dell'universita' di Palermo, in via Archirafi, di fronte le Facolta' Scientifiche. Gli studenti, che hanno ribattezzato l'occupazione con il nome 'Anomalia', fanno sapere che l'immobile servira' da base alle contestazioni contro la visita del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, che interverra' il prossimo 5 novembre a un convegno sulla cooperazione nel Mediterraneo, insieme al rettore Roberto Lagalla e ad altri ministri, presso il rettorato di Palazzo Steri. Gli studenti protestano contro il ddl sull'universita' approvato dal governo in questi giorni e che, a loro giudizio, "sara' un ulteriore tappa del processo di smantellamento dell'universita' pubblica, ma anche contro l'aumento delle tasse universitarie e il caro-affitti". Gli studenti hanno appeso degli striscioni fuori dalla Struttura con su scritto: "Gelmini: Palermo non ti vuole" e "Contro i tagli e lo smantellamento dell'universita' pubblica". Gli studenti annunciano inoltre una grande manifestazione contro la visita a Palermo del ministro Gelmini che partira' giovedi' alle 9 da piazza Verdi e terminera' al rettorato.

mercoledì 21 ottobre 2009

L'Onda del Politecnico blocca il Senato Accademico!


[www.infoaut.org] I quotidiani locali la descrivevano come una seduta già avvenuta. Una "pura formalità" la definiva La Stampa nella sezione di Torino, liquidando così le istanze degli studenti e delle studentesse del Politecnico di Torino e delle sedi decentrate di Mondovì, Alessandria, Vercelli, Verres e Biella come irrisorie e  puerili.

Oggi si dovranno ricredere, giornalisti ed autorità accademiche (Rettore profumo in primis) poiché l'Onda del Politecnico ha invece dimostrato quanto è disposta a mettersi in gioco e pesare sul piatto delle decisioni.
Nodo del contendere, la nuova Riforma del Politecnico, che gli student* vivono come puro adeguamento alle direttive della Gelmini. Si contesta in particolare l'aumento degli sbarramenti e di filtri selettivi meritocratici e la chiusura delle sedi decentrate (o mantenimento con sostituzione di lezioni pre-registarte al posto dei prof).

Così oggi, intorno alle h 9.00, in più di 200 hanno occupato la sala del Senato accademico, impedendone il normale svolgimento. Al momento (h 12) l'occupazione/sospensione del Senato Accademico è ancora in corso. Gli student* sono intenzionati a non mollare e dimostrare, come già avvenuto la scorsa settimana, che "Quando si tratta del nostro futuro vogliamo essere noi a decidere!"

venerdì 16 ottobre 2009

Rivogliamo gli appelli! Occupata la presidenza di Lettere


Al termine dello straripante corteo torinese degli studenti medi (10mila in piazza!), l'Onda universitaria, che ha partecipato alla manifestazione contro riforma Gelmini e crisi, è entrata dentro Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, andando ad occupare la presidenza e la sala lauree di Lettere contro il taglio degli appelli delle sessioni esame di novembre e aprile.

Segue il volantino distribuito durante l'occupazione che è andata a concludere il primo corteo studentesco a Torino.

L’ONDA RIVUOLE GLI APPELLI!
La presidenza di Lettere è occupata, unisciti a noi!


La facoltà di Lettere e filosofia ha tolto le sessioni straordinarie di novembre e aprile, diminuendo così il numero degli appelli durante i quali possiamo sostenere gli esami. Le ragioni sono ignote, anche dal momento che, al di là del lavoro di segreteria, gli appelli non costituiscono voci di spesa, dal momento che i docenti non ricevono un compenso apposito.

Quel che è certo è che annullare le sessioni straordinarie significa impedire a tutti noi un’adeguata organizzazione dei nostri studi, con conseguenze ancora più gravi per chi lavora. Sostenere esami in blocchi da 25 o 30 crediti non è proprio la cosa migliore per chi concepisce lo studio come un’attività volta all’approfondimento, utile non solo per incamerare una serie indefinita di nozioni in vista dell’esame che, nella fretta degli attuali ritmi didattici, non permette neanche una vera elaborazione critica.

Già conosciamo il ritornello: non ci sono soldi, la Gelmini ha tagliato i fondi. Ma nel caso degli appelli non è chiaro dove sia il risparmio, al di là del fatto che tutto ciò è più comodo per i docenti (che, pur in tempi così magri, hanno avuto un aumento di stipendio per decreto). Ma migliaia di persone rischiano di allungare il proprio percorso di studi, in un ateneo dove le tasse sono ulteriormente aumentate e noi studenti siamo sovraccaricati di lavoro in sole tre sessioni annue.

Erano anni che non si vedeva una simile arroganza da parte del consiglio di facoltà, evidentemente ormai sicuro che noi studenti accetteremo qualsiasi cosa senza colpo ferire. Ma non è così. Oggi occupiamo la presidenza per chiedere la reintroduzione degli appelli a novembre e aprile. Se si vuole ostacolare la logica dei tagli, la risposta deve essere di resistenza al governo anche da parte dei docenti, e di rinuncia agli sprechi e ai privilegi che, Gelmini o no, all’università esistono.

OCCUPA CON NOI LA PRESIDENZA DI LETTERE!
SONO IN GIOCO I NOSTRI INTERESSI!

Collettivo Universitario Autonomo
cuatorino.blogspot.org

giovedì 15 ottobre 2009

Occupato il rettorato del Politecnico!


Oggi, 15 ottobre 2009, studenti e precari del politecnico hanno occupato il rettorato in occasione della seduta del senato accademico che si apprestava ad approvare la nuova proposta di riforma, che oltre a modificare radicalmente l'offerta formativa per il prossimo anno accademico prevede numerosi licenziamenti e la chiusura di tutte le sedi distaccate.

L'occupazione del rettorato è durata diverse ore, impedendo che la seduta si svolgesse ai fini dell'approvazione della riforma.

Si sono così ottenute l'apertura del tavolo di trattative con i precari, richiesto da oltre un anno, e un'assemblea plenaria, con sospensione della didattica nonostante l'assurda contrarietà dell'amministrazione, dove verrà presentata e discussa con gli studenti la nuova offerta formativa, solo dopo questo il senato potrà votare e chiudere la seduta.

Infine una folta delegazione di studenti di Mondovì ha raggiunto il rettorato, per far sentire la prorpia voce contro la chiusura della loro sede, forti delle oltre 270 di studenti e docenti raccolte in giornata, e per annunciare l'occupazione ad oltranza del politecnico di Mondovì.

Forti dei risultati di oggi, ribadiamo l'importanza di partecipare a quest'assemblea per dimostrare tutta la nostra preoccupazione e contrarietà a queste politiche che mirano alla distruzione dell'università pubblica in tutti i suoi livelli.

Quando si tratta del nostro futuro vogliamo essere noi a decidere.

Col.Po - Collettivo Politecnico
www.colpo.org