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sabato 2 gennaio 2010

Argentina: ultimi bagliori del 2009 all'insegna dello scontro


[www.infoaut.org] Le foto che seguono sono il reportage di un compagno italiano a Buenos Aires, Davide Casali. Immortalano gli scontri nati tra studenti e polizia in conclusione di una giornata di mobilitazione universitaria. Si è infatti tenuta, negli ultimi giorni di dicembre, una marcia studentesca per le vie della metropoli argentina in occasione della rielezione del rettore dell'ateneo, ancora rivelatasi, non diversamente da quel che accade nelle università di altre latidudini, un bluff di democrazia... E' da ricordare come le lotte studentesche argentine (aventi anche loro, nell'opposizione alla ristrutturazione neoliberista dell'università, leit motiv rintraccibili nelle mobilitazioni degli studenti e delle studentesse di molti paesi occidentali) abbiano già scosso nel recente passato i palazzi del potere: il segretario all'istruzione installato dal governatore di Buenos Aires, Mauricio Macri, ha già issato bandiera bianca, dimettendosi!





lunedì 21 dicembre 2009

Vienna: sgomberata l'Audimax, la protesta continua!


[www.uniriot.org] Lunedi 21 dicembre il rettore dell'Università di Vienna ha deciso questa mattina di far sgomberare l'Audimax dalla polizia. Circa 150 persone hanno dovuto evacuare l'aula. Gli occupanti sono delusi della posizione che ha preso il rettore e condannano lo sgombero come sostituzione di una risoluzione politica. Questa sera saranno decide in assemblea le condizioni per trovare un accordo con l'università. Da parte degli occupanti prevalgono la necessità e la disponibilità di trovare una soluzione prima di Natale.

Anche le organizzazioni di senzatetto viennesi si sentono coinvolte. I preparativi, per fornire supporto ai senzatetto, non erano stati ancora completamente ultimati. Solo un paio di giorni prima di Natale un centinaio di senzatetto è sulla strada. "Oggi queste persone sono state lasciate intenzionalmente al gelo", critica Markus Reiter, il direttore dell'organizzazione Neunerhauses che gestisce posti letto per i senzatetto.

Il momento dello sgombero è particolarmente incomprensibile. Rispetto alle scorse settimane le condizioni di sicurezza non erano cambiate sostanzialmente. Non c'è stato nessun particolare motivo che possa aver giustificato lo sgombero.

Ad ogni modo la protesta va avanti! Il movimento viennese "Unsereuni" mantiene ancora occupata, in centro città, la seconda aula più grossa dell'Università di Vienna (C1, nel campus universitario) e continua il suo lavoro. Alle 13:00 e alle 19:00 le assemblee si terranno qui .

L'occupazione dell' Audimax ha lanciato un movimento che va ben oltre l'occupazione. Più di 30 mila studenti sono connessi tramite internet , più di 100 gruppi di lavoro continuano il loro impegno, azioni creative sulla strada, proteste e occupazioni proseguono in 80 università in Europa.

L'Audimax di Vienna è dappertutto!

lunedì 7 dicembre 2009

Iran: duri scontri nella "giornata dello studente"


[www.infoaut.org] Tensione alle stelle in Iran in occasione della "giornata dello studente": polizia schierata in strada dall'alba, scontri e adunate nei pressi delle principali università del paese persiano, nonostante i divieti imposti a priori nei giorni scorsi e le minacce di repressione riproposte dalle autorità. Diversamente da altri "appuntamenti di celebrazione" dentro i quali si è inserita l'Onda verde, la giornata di contestazione di quest'oggi, che vede soprattutto gli studenti universitari come protagonisti, non si è realizzata solamente nella capitale Teheran, che resta comunque il fulcro e il centro della battaglia, ma ha preso piede anche in altre città iraniane, dentro i suoi atenei (Shiraz, Esfahan, Arak e Mashad). Oggi si ricordano i 3 studenti uccisi, nel 1953, dal regime, negli incidenti scoppiati durante la visita a Teheran dell'allora vice presidente americano Nixon.

Duri scontri tra polizia e studenti si sono verificati in piazza Enghelab, nei pressi della principale università di Teheran. 2 donne sarebbero state arrestate, mentre (a leggere quel che circola in rete) sarebbero stati disattivati i collegamenti cellulari nelle zone centrali della capitale e attorno all'università. Dentro l'università i giovani gridano "Allah Akbar" e slogan anti-governativi. Fuori la polizia ha risposto con gas lacrimogeni e colpi di pistola in aria agli attacchi degli studenti. Simile quello che si è verificato nell'altra università di Teheran, l'ateneo scientifico Sharif. La polizia e le milizie Basiji restano presenti in maniera massiccia nei punti strategici del centro di Teheran, sorvegliando soprattutto piazza Haft Tir, luogo dal quale nei mesi scorsi sono partiti i cortei dell'Onda verde.

A quanto si apprende solamente oggi, sabato sarebbero state arrestate una decina di madri di giovani morti negli scontri della scorsa estate mentre si riunivano, come ogni sabato, al parco Laleh per chiedere giustizia. Gli agenti di polizia hanno cercato di sgomberarle, ma trovando la resistenza delle donne in diverse sarebbero state arrestate.

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Atene: attaccato commissariato, scontri davanti Parlamento


[www.infoaut.org] Non conoscono sosta le mobilitazioni in Grecia, oggi nuova giornata all'insegna della rabbia e del conflitto. Il giorno dopo l'anniversario della morte di Alexis, Alexandros Grigoropoulos, 15enne ucciso dalla polizia il 6 dicembre 2008, è ancora lo scontro a tenere banco, non solamente nella capitale Atene. Si riaccende la miccia che diede il la alla rivolta dello scorso anno, esplosa con l'omicidio poliziesco, tramutata in sommossa generazionale. La capitale resta blindata, con oltre 6mila agenti schierati. Ieri sono stati 26 i poliziotti e 4 i manifestanti rimasti feriti, oltre 350 le persone fermate in seguito agli scontri ad Atene, Salonicco, Patrasso, Rodi, Heraklion, Creta e Ioannina.

Poco prima che iniziassero i diversi cortei preannunciati nella capitale, un gruppo di giovani ha attaccato un commissariato di polizia vicino al centro di Atene: i giovani, una ventina, hanno lanciato sassi contro la facciata dell'edificio, la polizia ha sparato lacrimogeni, eseguendo poi un arresto. Centinaia di scuole e università restano occupate dagli studenti, luoghi dai quali sono partiti i vari spezzoni per partecipare al corteo per ricordare Alexis e per chiedere la li liberazione degli arrestati. Migliaia di persone sono sfilate in corteo, presenti studenti e insegnanti soprattutto, fin sotto il Parlamento, dove si sono accesi poi gli scontri (ancora in corso) con la polizia.


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venerdì 4 dicembre 2009

Sgomberata l'università di Francoforte


[www.infoaut.org] A quanto si apprende solo oggi, l'Università di Frankfurt am Mein è stata sgomberata mercoledì sera alle 19 dalle forze dell'ordine. In Germania sono da tempo in piedi le mobilitazioni degli studenti e delle studentesse delle università, molte delle quale sono state occupate, contro la nuova riforma del governo, che segue la scia del processo di Bologna.

Dopo l'ultimatum del rettore Werner Müller-Esterl del campus dell'università di Francoforte (occupato da lunedì) sono trascorsi solo 10 minuti dallo sgombero di forza eseguito dalla polizia. Forze dell'ordine che si sono spese anche nella provocazione: numerosi gli insulti razzisti e sessisti rivolti contro gli studenti in occupazione. Molte le persone ferite durante lo sgombero, 5 studenti sono stati portati in ospedale. La polizia ha poi identificato 176 persone, alle quali viene imputata l'occupazione abusiva dell'edificio. Il 10 dicembre è stata organizzata una giornata d'azione per bloccare la conferenza dei ministri della cultura che si terrà a Bonn.

domenica 22 novembre 2009

"Fee hike! We strike!" Studenti della California in rivolta, sgomberato campus Berkeley


[www.infoaut.org] Una settimana di fuoco quella californiana, un assedio alimentato dagli studenti e dalle studentesse dello Stato americano contro l'aumento vertiginoso delle tasse universitarie. La lotta, in piedi già da tempo contro la ristrutturazione in atto (vedi occupazioni assemblee etc dello scorso settembre), è ripartita allargando il fronte d'opposizione, chiedendo il reintegro di 38 dipendenti licenziati causa tagli... "Fee hike! We strike!"

Occupazioni delle università, sit-in nelle strade, scontri con la polizia e arresti degli studenti in rivolta hanno immediatamente seguito la decisione del Board of Regents, il consiglio d'amministrazione che governa il sistema californiano delle università di Stato, di aumentare del 32% le rette annuali delle università californiane! I campus di Berkeley e Santa Cruz si sono ancora una volta dimostrati i più combattivi, in una partita che comunque vede attivi anche tutti gli altri college, da Santa Clara a Los Angeles.

Berkeley in rivolta. A Berkeley, giovedì notte, una cinquantina di studenti ha preso possesso di un edificio dell'ateneo, barricandosi all'interno. La mattina dopo in centinaia si sono radunati fuori per portare il loro appoggio all'occupazione, depositando (prima) una montagna di sacchetti pieni d'immondizia davanti al rettorato. Con il passare delle ore la tensione è andata crescendo, la polizia nel tardo pomeriggio è riuscita ad entrare nel complesso ed a sgomberarlo. Ci sono stati scontri tra studenti e polizia, nel tentativo studentesco di difendere l'occupazione. 40 studenti sono stati arrestati, molti sono stati portati in infermeria con ferite e contusioni.

Santa Cruz e altrove. La protesta di Santa Cruz, è cominciata già mercoledì, culminata nell'occupazione di 2 edifici universitari, dove circa 2mila studenti sono rimasti in assemblea permanente. Gli studentio e le studentesse di Santa Cruz richiedono le dimissioni di Mark Yudof, presidente del Board of Regents. Altri arresti sono stati effettuati nel campus di Davis, dove gli studenti hanno occupato l'aula magna e una cinquantina di loro sono stati denunciati per essersi rifiutati di uscire dalla sede dell'amministrazione. A Los Angeles, giovedì sera, centinaia di universitari hanno protestato contro gli aumenti delle rette e un gruppo ha tentato di impedire ai membri del Board of Regents di uscire dalla riunione, dov'era appena stata presa la decisione. Ovviamente il fermento contro l'aumento delle tasse non è questione solo californiana: dalla Florida a New York le tasse sono aumentate del 15 per cento, Michigan e New Mexico hanno già cominciato a tagliare i corsi ed ad alzare gli oneri...

L'esplosione della protesta. Il Board of Regents è costretto a fronteggiare un taglio di fondi statali di 1 miliardo di dollari... quindi sulle soglie della sua bancarotta è deciso di far salire da 7800 a oltre 10mila dollari il costo annuale dell'iscrizione alle università californiane! La decisione è parte di un disegno fatto di tagli ai bilanci interni, di abolizioni di corsi e riduzioni di personale. Nel frattempo agli studenti e alle studentesse si chiedono 2500 dollari in più, un aumento che porta le rette universitarie a raggiungere il triplo di 10 anni fa!

Wave International. E' quanto mai semplice guardare all'America, a quel che sta avvenendo in termini di ristrutturazioni universitarie, come problematica assolutamente condivisa con quanto abbozzato e implementato altrove, soprattutto dal processo di Bologna in poi in Europa (ma non solo). Aumento delle tasse universitarie, indebitamento studentesco, disciplinamento alla precarietà, negazione di futuro. Queste la radici comuni di un disegno politico internazionale, contro il quale si sta battendo e scontrando un International Wave! E si guardi anche al di là delle lotte degli studenti e dei precari degli Usa e dell'Italia, lo stesso avviene in Grecia, in Austria, in Germania! We won't pay for their crisis!

Vedi anche:

venerdì 20 novembre 2009

Chiediamo cambiamenti, ci danno polizia


Oggi, 20 novembre 2009, circa 200 studenti medi e universitari si sono radunati a palazzo nuovo dalla mattina per contestare la presenza del ministro Gelmini nella nostra città. Erano presenti giovani di diverse scuole superiori e studenti dell’università e del politecnico. Il primo dato della giornata è stato il tentativo del ministro di mantenere il segreto su ogni suo spostamento, fatto che dimostra l’estrema impopolarità delle sue politiche, dei suoi tagli e delle sue riforme, che producono contestazioni in tutta Italia, come è avvenuto il 17 novembre, e rendono la sua presenza sgradita a studenti, insegnanti e precari in ogni città.

Il tour gelminiano è iniziato da Rivoli, dove il ministro è andato a cercare i flash dei fotografi per un puro risvolto di immagine; in realtà sappiamo bene di chi sono le responsabilità della morte di Vito, cioè precisamente di chi rende impossibile, con i tagli e l’attacco alla scuola pubblica, una reale manutenzione degli edifici scolastici. Non basterà certo dare a Vito il nome di una scuola per riparare il crimine di chi mette a repentaglio giorno per giorno le vite degli studenti.

Il presidio studentesco si è mosso verso le 13.00 verso il Miur, dove era annunciata la presenza del ministro, che non si è fatto vedere. Dopo una breve occupazione degli uffici del ministero contro tagli e riforma dell’università – un ddl che svende l’università ai privati e diminuisce gli spazi di democrazia negli atenei – un corteo si è diretto alla sede del Pdl, dove era prevista una tappa della Gelmini. Qui si è avvicinato all’ingresso per portare la contestazione alle politiche del ministro e del suo partito, ma è stato aggredito da alcuni esponenti del Pdl con pugni e cinghie. Tra loro spiccavano il consigliere Ravello, Malan e il poco onorevole Ghiglia, sempre in cerca della provocazione e della rissa per attaccare gli studenti che contestano le loro politiche. Non ci stupiranno le loro sicure strumentalizzazioni.

Dopo l’aggressione di Ravello e Ghiglia, quest’ultimo armato di cinghia nell’atto di gridare “io non vi picchio, io vi sciolgo nell’acido” (wow! Le “istituzioni”…), giungevano sul luogo una ventina di agenti della celere che, correndo, verso il portone, spingevano gli studenti nell’androne del palazzo e iniziavano a manganellare e a prendere a calci studentesse e studenti (e persino qualche giornalista), alcuni ai primi anni del liceo, nello sconcerto generale. L’ennesima dimostrazione del fatto che in questo paese – si pensi agli arresti di Milano a danno di studenti medi e universitari – non è più possibile il dissenso studentesco: l’unica risposta del governo e del ministro è la violenza. Anche in questo caso la Gelmini non si è fatta vedere.

Dopo questo episodio un corteo anche più numeroso ha raggiunto la Fondazione S. Paolo per la Scuola in via Lagrange, dove secondo fonti giornalistiche il ministro avrebbe fatto tappa, ma anche qui ha dato forfait. Il bilancio della giornata è quindi quello di un ministro fantasma, che fugge gli studenti – che fanno comodo, evidentemente, solo da morti – di politici locali cinquantenni di destra armati di cinghia contro i liceali, di cariche folli e indiscriminate contro gli studenti, con un bilancio, tra di noi, di diversi feriti.

CHIEDIAMO CAMBIAMENTI CI DANNO POLIZIA
QUESTA E’ LA LORO DEMOCRAZIA

Studentesse e studenti medi, dell’Università e del Politecnico contro il ministro Gelmini

lunedì 26 ottobre 2009

Fascisti, razzisti e polizia: è questa la vostra democrazia?


Questa mattina al Politecnico di Torino una trentina di militanti del Fuan e del Movimento Universitario Padano hanno occupato il cortile centrale per distribuire volantini e questionari. Ad accompagnare questi giovani, dei quali ben pochi iscritti al Politecnico, vi erano diversi pezzi grossi del centro destra come Cota, Carossa, Ghiglia e Maccanti. A scortare l'invasione, un imponente dispiegamento di polizia e carabinieri, 60 agenti della DIGOS e 15 camionette con uomini in tenuta antisommossa. A capo dell'operazione il vicequestore Spartaco Mortola (regista dei pestaggi nella scuola Diaz al G8 di Genova) e Giuseppe Petronzi (capo della Digos con master al FBI di Washington). Chi sono Mup e Fuan?

Il Mup (Movimento Universitario Padano) è una lista elettorale universitaria legata alla Lega Nord. Il loro punto forte è la campagna contro l'EDISU, colpevole dell'assegnazione di borse di studio e dei posti nei collegi universitari agli studenti meridionali. Secondo loro andrebbero privilegiati gli studenti "padani" piuttosto che i "non padani". Nel momento in cui il diritto allo studio è sempre più un miraggio grazie alle politiche del governo, sostenuto anche dalla Lega Nord, queste persone rispolverano, un odio contro i "terroni", vecchio di almeno 15 anni.

Il Fuan (Fronte Universitario di Azione Nazionale) è una lista elettorale universitaria legata al Pdl ed in particolare ad An. Il loro punto forte è la campagna contro le fantomatiche aule occupate dai ragazzi dei centri sociali non iscritti all'università, le loro rivendicazioni si limitano alla richiesta di più parcheggi per gli studenti e meno ore "buche". Come i loro amici leghisti, anche i fascisti del Fuan sostengono le politiche del governo e per rifarsi la faccia di fronte agli studenti si occupano di questioni inesistenti o di poco conto.

Già la scorsa settimana i giovani padani, annunciando la loro presenza alla facoltà di Scienze Politiche e in Piazza Castello, avevano potuto sentire la forte contestazione di chi è fermamente convinto che la loro propaganda debba essere fermata.

La giornata di oggi dimostra ancora una volta che questi gruppi hanno paura di essere contestati e per questo possono portare avanti la loro propaganda soltanto con messe in scena degne di un regime dittatoriale: università assediate dalla polizia, agenti in borghese ovunque, studenti pedinati e giornalisti alla ricerca dello scoop. Nessuno ne sapeva nulla, ma questa mattina, La Repubblica preannunciava una "mattinata di alta tensione al Politecnico".

Siamo sicuri che giornali e televisioni faranno passare questa pagliacciata come un grande successo per Cota e i suoi giovani seguaci fascisti, razzisti e leghisti. In realtà non c'era nessuno ad ascoltarli, se non tutta la polizia chiamata per difenderli.

Soltanto uno stato di polizia può salvarli dalle contestazioni, perché al Politecnico come in tutta Torino i soli estranei sono loro.

Col.Po - Collettivo Politecnico