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giovedì 5 novembre 2009

[9nov09] Presidio in occasione del Senato Accademico: do the right thing!


DO THE RIGHT THING!


L'università è in crisi e questa non è una novità; la novità è che da quest'anno i tagli iniziano a essere visibili giorno per giorno.

Si scopre che l'offerta formativa si è ridotta; che molti docenti a contratto non saranno pagati per il loro lavoro; che le biblioteche hanno disdetto gli abbonamenti alle riviste e il personale è stato tagliato o reso sempre più precario; che decine di assegni di ricerca non saranno rinnovati; che per pagare i tagli l’ateneo aumenta le tasse per gli studenti; che le borse di dottorato sono la metà, un terzo, un quarto di quelle dell'anno scorso.

Si scopre, insomma, che l'università sta drasticamente riducendo la propria offerta di servizi, ricerca e formazione.

Siamo noi - precari della ricerca, studenti, dipendenti delle cooperative - che sopportiamo il peso maggiore di questi tagli; siamo noi, ancora, a non avere alcuna voce in capitolo rispetto alle decisioni che vengono prese in un momento così critico.

La riforma universitaria varata dalla Gelmini non solo non offrirà alcuna soluzione a questo stato di cose, né fondi aggiuntivi per l’università, ma contribuirà ulteriormente a spegnere gli ultimi barlumi di democrazia interna.

La crisi di oggi segna la fine di un'epoca: non si può far finta che qualche aggiustamento cosmetico e qualche fondo regalato agli atenei "virtuosi" ci permetteranno di far quadrare i conti. Se non si prende atto di questa situazione la sola cosa che i rettori Profumo e Pellizzetti sono in grado di garantire è il tranquillo affondamento dell'università, con loro nella parte dei commissari liquidatori.

C'è un solo modo sensato di affrontare quello che abbiamo davanti:

- Anche in tempi di fondi insufficienti le scelte dell'università contano, e conta come verranno prese. Per questo bisogna che siano prese in modo trasparente, coinvolgendo anche coloro che sono esclusi dagli organi di rappresentanza. Prossimamente si avvierà la discussione sul bilancio: vogliamo che questa discussione si svolga nel modo più aperto e democratico possibile.

- Ci viene detto che la drastica riduzione dell'offerta dell'università ci è imposta dai tagli ministeriali. Benissimo, allora i rettori di università e politecnico prendano atto dello stato di crisi e presentino le proprie dimissioni, creando un caso nazionale e costringendo il governo a spiegare come mai i "virtuosi" atenei torinesi (rispettivamente all'ottavo e al secondo posto nella classifica ministeriale) dichiarano di non poter andare avanti così.

- Se la crisi è così grave allora coinvolge tutti: si apra dunque un tavolo di crisi fra atenei, enti locali, studenti e lavoratori, che elabori un piano complessivo per salvare l'università garantendo la continuità di formazione e ricerca. Tavoli di confronto devono essere aperti sui temi più specifici (ricerca, diritto allo studio, servizi, ecc.) con tutte le parti coinvolte.

Chi oggi fa finta di niente sta suonando il suo trombone sul ponte del Titanic che affonda; poco importa stabilire se l'origine dell'iceberg sia la gelmini o i (molti) mali dell'università come la conosciamo.

La domanda è: cosa volete fare adesso?
FAI LA COSA GIUSTA!
LUNEDI' 9 NOVEMBRE H. 12.00 NELL'ATRIO DI PALAZZO NUOVO
PRESIDIO IN OCCASIONE DEL SENATO ACCADEMICO
picnic bellavita: porta qualcosa da mangiare anche per il rettore

Prime adesioni: Bibliocooperativisti - Precari della ricerca discipline umanistiche e scienze sociali - Collettivo Universitario Autonomo - Coordinamento precari FLC-CGIL Piemonte - Coordinamento Precari della Ricerca (POLITO) - Rete Nazionale Ricercatori Precari (Torino)

mercoledì 21 ottobre 2009

L'Onda del Politecnico blocca il Senato Accademico!


[www.infoaut.org] I quotidiani locali la descrivevano come una seduta già avvenuta. Una "pura formalità" la definiva La Stampa nella sezione di Torino, liquidando così le istanze degli studenti e delle studentesse del Politecnico di Torino e delle sedi decentrate di Mondovì, Alessandria, Vercelli, Verres e Biella come irrisorie e  puerili.

Oggi si dovranno ricredere, giornalisti ed autorità accademiche (Rettore profumo in primis) poiché l'Onda del Politecnico ha invece dimostrato quanto è disposta a mettersi in gioco e pesare sul piatto delle decisioni.
Nodo del contendere, la nuova Riforma del Politecnico, che gli student* vivono come puro adeguamento alle direttive della Gelmini. Si contesta in particolare l'aumento degli sbarramenti e di filtri selettivi meritocratici e la chiusura delle sedi decentrate (o mantenimento con sostituzione di lezioni pre-registarte al posto dei prof).

Così oggi, intorno alle h 9.00, in più di 200 hanno occupato la sala del Senato accademico, impedendone il normale svolgimento. Al momento (h 12) l'occupazione/sospensione del Senato Accademico è ancora in corso. Gli student* sono intenzionati a non mollare e dimostrare, come già avvenuto la scorsa settimana, che "Quando si tratta del nostro futuro vogliamo essere noi a decidere!"