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mercoledì 19 maggio 2010

L’occupazione del Rettorato prosegue. E questo è solo l’inizio...


Prosegue l’occupazione del Rettorato dell’Ateneo torinese da parte degli studenti e dei ricercatori universitari. Nel corso della giornata di mercoledì si sono tenute assemblee, momenti formativi e volantinaggi in varie parti della città.

Stiamo presidiando il Rettorato in opposizione ai tagli economici e ai disegni di riforma (DDL 1905) del duo Gelmini-Tremonti. Governo e opposizione stanno varando un’idea di università “aziendale”, al servizio di interessi privati. Un’idea molto lontana dal carattere di “bene sociale comune” che dovrebbe contraddistinguere l’Istruzione Pubblica.

Una mobilitazione nazionale che vede la nostra città come protagonista: i numeri della partecipazione torinese e la sua radicalità non trovano eguali – per ora – in nessun altro ateneo italiano. Oggi possiamo dirlo: Torino è indisponibile!

Nelle prossime giornate una varietà di appuntamenti si alterneranno nel cortile del Rettorato (programma in “eventi”) : seminari, dibattiti, cineforum e assemblee per dimostrare il ruolo centrale della cultura, a dispetto di chi vuole un paese istruito a suon di “Porta a Porta” e reality shows.

Incontreremo alcuni sindacalisti della FIOM – Torino, perchè non si può parlare di formazione senza parlare di lavoro. Saremo coi lavoratori del Teatro Regio che manifestano contro il nuovo decreto Bondi, foriero di tagli, licenziamenti e dequalificazione dell’offerta culturale pubblica.

Durante la settimana proseguiranno i momenti di protesta con azioni di flash-mob e volantinaggi in diverse parti della città, nelle facoltà e nelle sale studio. Sabato 22 ci uniremo al grande corteo unitario indetto dal Tavolo della Formazione, a cui parteciperanno tutti i soggetti della pubblica istruzione, dalla scuola elementare all’università.

Tutto il mondo dell’università è chiamato a raccolta SABATO alle 14 NEL RETTORATO OCCUPATO, per unirci al corteo che partirà da Palazzo Nuovo alle 15. Tutte le mattine alle 10 COORDINAMENTO AZIONI. Tutte le sere alle 19.30 ASSEMBLEA! Siete tutti invitati a partecipare

STUDENTI NEL RETTORATO

lunedì 8 marzo 2010

Assemblea dei ricercatori nel cortile del rettorato


Caro Collega Ricercatore,

il disegno di legge 'Gelmini' per l'Università (in fase di discussione al Senato) prevede alcune norme molto discutibili sull'organizzazione generale degli atenei. I ricercatori, insieme ai precari, saranno particolarmente penalizzati: nell'eventualità che la legge venga approvata così com'è la figura del ricercatore a tempo indeterminato andrà ad esaurimento, e verrà sostituita dal ricercatore a tempo determinato (3+3 anni).

Dopo i sei anni, per rimanere all'interno dell'Università il ricercatore a TD avrà come unica possibilità quella di diventare professore associato.

I futuri concorsi per associato saranno molto pochi (per i tagli al turnover e ai finanziamenti delle leggi 133/08 e 1/09). Quindi, non solo molti ricercatori a TD si troveranno senza un lavoro alla scadenza del contratto, ma l'esigenza di assumerne il maggior numero possibile andrà a discapito delle prospettive di carriera degli attuali ricercatori a TI.

Oltre a ciò, nel DdL ci sono molti punti oscuri. E' prevista l'eliminazione della ricostruzione di carriera, il ridisegnamento delle progressioni stipendiali e la ridefinizione degli obblighi didattici: temi che saranno delegati interamente al Governo, e quindi di fatto sottratti al dibattito.

Si sono già intraprese alcune azioni di protesta: a Cagliari e a Napoli i ricercatori hanno già rinunciato ai carichi didattici dell’anno in corso e/o dell’anno prossimo.

A Torino, i ricercatori della Facoltà di Scienze riuniti in assemblea il 18 febbraio hanno deciso per protesta di non partecipare alle commissioni di laurea estive e di rinunciare sin d’ora ai carichi didattici per l’A.A. 2010-2011, affermando che tale indisponibilità potrà essere revocata solo se il Governo intraprenderà passi significativi verso il superamento dei succitati problemi.

In seguito a questa assemblea, il Consiglio di Facoltà di Scienze MFN ha votato una mozione (all’unanimità, con due astenuti) che esprime la sua solidarietà alla protesta e invita il Rettore a farsi portavoce del disagio e delle preoccupazioni dei suoi membri.

Entro il 15 marzo i ricercatori della facoltà di Scienze consegneranno in presidenza le rinunce ai carichi didattici per l’anno prossimo.

Per informare tutti i ricercatori dell’Ateneo sull’iniziativa in corso e discutere le modalità di estensione anche alle altre Facoltà, vi invitiamo a partecipare ad una

ASSEMBLEA
Lunedì 8 marzo alle 14:15 nel cortile del Rettorato, via Verdi 8
(in concomitanza con la riunione del Senato Accademico)
L’assemblea è aperta anche ai non ricercatori

Coordinamento dei ricercatori UniTo

martedì 17 novembre 2009

Rettorato occupato!


Nel corteo di oggi, 17 novembre 2009, migliaia di studenti hanno sfilato pacificamente per le strade di Torino. Questa è la risposta al nuovo DDL Gelmini. A conclusione del corteo i partecipanti stanno occupando il Rettorato, dove si sta svolgendo un'affollatissima assemblea. Studenti e studentesse di Torino non hanno intenzione di lasciare il rettorato fino a quando il Rettore non prenderà atto della minaccia cui l'istruzione pubblica è sottoposta. Una minaccia che, dietro la retorica della meritocrazia, intende privatizzare il sistema universitario italiano.

Questo disegno di legge, infatti, mette in chiaro tutti i capisaldi ideologici che hanno segnato gli interventi dell'Esecutivo nel campo delle riforme universitarie a partire dalla legge 133/08.

Il futuro del sapere sarà, se non cambia la direzione, un privilegio di chi potrà permetterselo. Riteniamo quindi un dovere morale di ogni cittadino, cosciente della propria vita pubblica, unire la propria voce alla nostra per gridare che, in questo momento di crisi profonda, la strada da seguire punta in direzione del pubblico.

Nelle camere legislative, nei prossimi mesi, non si discuterà semplicemente della natura e dell'organizzazione di un'istituzione accademica ma ad essere messo in discussione sarà il nostro futuro.

Per queste ragioni oggi gli studenti di tutta Italia sono scesi in piazza e continueranno a lottare per impedire che questi provvedimenti vengano adottati. Oggi il Rettorato, domani l'Italia. Non facciamola nascere!

Domani ore 10 al Rettorato ci sarà il primo Senato Studenti della nuova era: facciamolo finalmente diventare un Senato degli studenti e delle studentesse e non dei rappresentanti, a partire da oggi con l'occupazione del Rettorato. Inizia una nuova storia!

Occupanti del rettorato dell'universita' di Torino

martedì 10 novembre 2009

Siamo tutt* meritevoli! La Gelmini non ci merita!


Sì all'apertura del tavolo sui precari


[torino.repubblica.it] Dopo il Politecnico anche l'Università aprirà un tavolo sulla situazione dei precari della ricerca, rappresentati dalla Flc-Cgil. Ieri, studenti, ricercatori e docenti hanno organizzato un presidio in Rettorato. Una delegazione è stata ricevuta dal rettore, che si è impegnato a portare le istanze in Senato accademico, compresa la forte contrarietà al ddl Gelmini sull'Università. Pelizzetti ha anche ricordato che il bilancio 2009 si chiuderà in positivo, con un leggero avanzo.
Vedi anche:

giovedì 5 novembre 2009

[9nov09] Presidio in occasione del Senato Accademico: do the right thing!


DO THE RIGHT THING!


L'università è in crisi e questa non è una novità; la novità è che da quest'anno i tagli iniziano a essere visibili giorno per giorno.

Si scopre che l'offerta formativa si è ridotta; che molti docenti a contratto non saranno pagati per il loro lavoro; che le biblioteche hanno disdetto gli abbonamenti alle riviste e il personale è stato tagliato o reso sempre più precario; che decine di assegni di ricerca non saranno rinnovati; che per pagare i tagli l’ateneo aumenta le tasse per gli studenti; che le borse di dottorato sono la metà, un terzo, un quarto di quelle dell'anno scorso.

Si scopre, insomma, che l'università sta drasticamente riducendo la propria offerta di servizi, ricerca e formazione.

Siamo noi - precari della ricerca, studenti, dipendenti delle cooperative - che sopportiamo il peso maggiore di questi tagli; siamo noi, ancora, a non avere alcuna voce in capitolo rispetto alle decisioni che vengono prese in un momento così critico.

La riforma universitaria varata dalla Gelmini non solo non offrirà alcuna soluzione a questo stato di cose, né fondi aggiuntivi per l’università, ma contribuirà ulteriormente a spegnere gli ultimi barlumi di democrazia interna.

La crisi di oggi segna la fine di un'epoca: non si può far finta che qualche aggiustamento cosmetico e qualche fondo regalato agli atenei "virtuosi" ci permetteranno di far quadrare i conti. Se non si prende atto di questa situazione la sola cosa che i rettori Profumo e Pellizzetti sono in grado di garantire è il tranquillo affondamento dell'università, con loro nella parte dei commissari liquidatori.

C'è un solo modo sensato di affrontare quello che abbiamo davanti:

- Anche in tempi di fondi insufficienti le scelte dell'università contano, e conta come verranno prese. Per questo bisogna che siano prese in modo trasparente, coinvolgendo anche coloro che sono esclusi dagli organi di rappresentanza. Prossimamente si avvierà la discussione sul bilancio: vogliamo che questa discussione si svolga nel modo più aperto e democratico possibile.

- Ci viene detto che la drastica riduzione dell'offerta dell'università ci è imposta dai tagli ministeriali. Benissimo, allora i rettori di università e politecnico prendano atto dello stato di crisi e presentino le proprie dimissioni, creando un caso nazionale e costringendo il governo a spiegare come mai i "virtuosi" atenei torinesi (rispettivamente all'ottavo e al secondo posto nella classifica ministeriale) dichiarano di non poter andare avanti così.

- Se la crisi è così grave allora coinvolge tutti: si apra dunque un tavolo di crisi fra atenei, enti locali, studenti e lavoratori, che elabori un piano complessivo per salvare l'università garantendo la continuità di formazione e ricerca. Tavoli di confronto devono essere aperti sui temi più specifici (ricerca, diritto allo studio, servizi, ecc.) con tutte le parti coinvolte.

Chi oggi fa finta di niente sta suonando il suo trombone sul ponte del Titanic che affonda; poco importa stabilire se l'origine dell'iceberg sia la gelmini o i (molti) mali dell'università come la conosciamo.

La domanda è: cosa volete fare adesso?
FAI LA COSA GIUSTA!
LUNEDI' 9 NOVEMBRE H. 12.00 NELL'ATRIO DI PALAZZO NUOVO
PRESIDIO IN OCCASIONE DEL SENATO ACCADEMICO
picnic bellavita: porta qualcosa da mangiare anche per il rettore

Prime adesioni: Bibliocooperativisti - Precari della ricerca discipline umanistiche e scienze sociali - Collettivo Universitario Autonomo - Coordinamento precari FLC-CGIL Piemonte - Coordinamento Precari della Ricerca (POLITO) - Rete Nazionale Ricercatori Precari (Torino)

martedì 27 ottobre 2009

"Ci siamo (in parte) ripresi gli appelli!"


La mobilitazione studentesca ha ottenuto, almeno in parte, i suoi risultati. Oggi il consiglio di facoltà di Lettere e Filosofia ha deciso di permettere agli studenti e alle studentesse che devono laurearsi di sostenere gli esami fino a metà febbraio, inoltre è stata ripristinata una finestra esami per tutt* anche ad aprile.

La facoltà aveva deciso di abolire completamente gli appelli di novembre e aprile. Non siamo rimasti fermi di fronte a questo disastro per le nostre vite di studenti-precari, non accettando questa sforbiciata. Oltre alla raccolta firme organizzata dai rappresentanti (2mila adesioni raccolte), il 16 ottobre si è occupata la presidenza di Lettere, dove si è espressa direttamente e in modo determinato, la contrarietà studentesca a questo provvedimento. Azione che ha contato non poco nella discussione del consiglio di facoltà di oggi, infatti molti professori lo hanno riportato come esempio dell'estremo malcontento studentesco. La mobilitazione contro l'abolizione ha dimostrato, ancora una volta, che mentre la passività o la delega acritica favoriscono gli attacchi alla condizione di vita degli studenti, agire in prima persona permette di ottenere dei risultati concreti per tutt*. Come sempre: solo la lotta paga.

Collettivo Universitario Autonomo
cuatorino.blogspot.com

giovedì 15 ottobre 2009

Occupato il rettorato del Politecnico!


Oggi, 15 ottobre 2009, studenti e precari del politecnico hanno occupato il rettorato in occasione della seduta del senato accademico che si apprestava ad approvare la nuova proposta di riforma, che oltre a modificare radicalmente l'offerta formativa per il prossimo anno accademico prevede numerosi licenziamenti e la chiusura di tutte le sedi distaccate.

L'occupazione del rettorato è durata diverse ore, impedendo che la seduta si svolgesse ai fini dell'approvazione della riforma.

Si sono così ottenute l'apertura del tavolo di trattative con i precari, richiesto da oltre un anno, e un'assemblea plenaria, con sospensione della didattica nonostante l'assurda contrarietà dell'amministrazione, dove verrà presentata e discussa con gli studenti la nuova offerta formativa, solo dopo questo il senato potrà votare e chiudere la seduta.

Infine una folta delegazione di studenti di Mondovì ha raggiunto il rettorato, per far sentire la prorpia voce contro la chiusura della loro sede, forti delle oltre 270 di studenti e docenti raccolte in giornata, e per annunciare l'occupazione ad oltranza del politecnico di Mondovì.

Forti dei risultati di oggi, ribadiamo l'importanza di partecipare a quest'assemblea per dimostrare tutta la nostra preoccupazione e contrarietà a queste politiche che mirano alla distruzione dell'università pubblica in tutti i suoi livelli.

Quando si tratta del nostro futuro vogliamo essere noi a decidere.

Col.Po - Collettivo Politecnico
www.colpo.org