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venerdì 19 febbraio 2010

Studenti medi ancora in Onda contro la riforma!


[www.infoaut.org/torino]
Studenti medi in piazza in diverse città del nostro paese, questa mattina, contro la riforma Gelmini nelle scuole superiori. Mobilitazione tornata in Onda già in seguito al passaggio del decreto in consiglio dei ministri, due settimana fa, con un corteo spontaneo a Torino e due occupazioni delle scuole a Bologna.

La cronaca dalla città
di Torino. Un migliaio gli studenti torinesi in corteo partiti da piazza Arbarello, sotto una pioggia battente. Lancio di uova sotto il Miur e la sede della Provincia, scritte e volantinaggio contro il caro-trasporti della Gtt. Sentito il nesso con quanto è avvenuto e sta avvenendo in Val Susa: gli interventi hanno sottolineato la solidarietà degli studenti con il movimento No Tav e rimandato alla fiaccolata di questa sera a Bussoleno.

mercoledì 9 dicembre 2009

L'università di Torino è un luogo di precarietà e sfruttamento, scendiamo in piazza l'11 dicembre!


L’11 dicembre, giorno dello sciopero dei lavoratori della conoscenza. A Roma si terrà un corteo indetto da CGIL-FLC,; a Torino gli studenti delle scuole saranno in piazza e uno spezzone universitario, composto da studenti e precari esternalizzati sfilerà all’interno del corteo.

La precarietà attanaglia il lavoro e lo studio nella nostra università in modo sempre più duro: da un lato i costi di vita e studio degli studenti (tasse, affitti delle stanze, trasporti, libri) li rendono lavoratori precari del terziario, creando uno scenario di vita denso di privazioni e incertezze, dove l’approfondimento di ciò che si studia, già reso difficile dal sistema del 3+2, diventa praticamente impossibile. Studiare in un’università dove tutto è costoso e siamo sommersi da una burocrazia aziendale, e dove l’offerta didattica è ormai impoverita a livelli scandalosi, produce la frustrazione e la valanga di abbandoni o ritardi nel percorso di studi di cui solo ora l’ateneo e i mezzi di comunicazione sembrano accorgersi.

Ma unito è una fabbrica di precarietà a più livelli: da anni i lavoratori delle segreterie, delle biblioteche e delle pulizie sono in gran parte esternalizzati, sono dipendenti cioè a tempo determinato di cooperative che vincono gare di appalto indette dall’università. Questo fa sì che i loro posti di lavoro siano precari e un mancato rinnovo dei contratti sia possibile di mese in mese, di anno in anno, con il solito corollario di sfruttamento selvaggio e mancanza di tutele che tutto ciò comporta. Ma è il funzionamento cardine di unito, quello relativo alla ricerca, che si basa sullo sfruttamento selvaggio: i precari sono sottoposti a pressioni e incarichi indebiti di ogni tipo come segno di sottomissione e affidabilità in cambio delle loro borse, che spesso durano uno o due anni e non prevedono nessun inserimento certo; e non è una questione di merito, come dice il ministro Gelmini che con la riforma vuole istituzionalizzare ancor più questa situazione, dal momento che chi va avanti è il più sottomesso, il più fedele, in poche parole spesso il più stupido, o chi è disposto a fare non ricerca, ma tutt’altro – la bassa manovalanza per la carriera degli ordinari – con conseguenze penose per l’abbassamento del livello scientifico, dell’offerta didattica futura, della ricerca, e della cultura in questo paese.

In questo quadro desolante, i vertici di unito, del politecnico e i responsabili del ministero sono complici di uno stesso disegno: radicalizzare la realtà di una università-fabbrica dove la forza lavoro, anzitutto quella intellettuale, viene messa selvaggiamente al servizio del profitto e dove il sapere vivo – e quello critico – sono mortificati o non hanno più spazio. Scendere in piazza l’11 dicembre è fondamentale, e continuare la lotta contro la Gelmini e contro l’attuale università di Torino è nell’interesse della stragrande maggioranza: poco importa se come al solito non vedremo in piazza la classe docente e gestionale, arroccate a difendere le ultime spoglie di privilegi fondati sullo sfruttamento di studenti e precari. Da oltre un anno stiamo dimostrando qual è la forza in grado di sommergere il sistema passato e quello presente.

MANIFESTA ANCHE TU L’11 DICEMBRE!

APPUNTAMENTO PER LE/GLI UNIVERSITARI(E)
H 8.30 PALAZZO NUOVO
CORTEO DEGLI STUDENTI E DEI PRECARI DELLA CONOSCENZA
H 9.30 PIAZZA ARBARELLO

Collettivo Universitario Autonomo