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mercoledì 19 maggio 2010

L’occupazione del Rettorato prosegue. E questo è solo l’inizio...


Prosegue l’occupazione del Rettorato dell’Ateneo torinese da parte degli studenti e dei ricercatori universitari. Nel corso della giornata di mercoledì si sono tenute assemblee, momenti formativi e volantinaggi in varie parti della città.

Stiamo presidiando il Rettorato in opposizione ai tagli economici e ai disegni di riforma (DDL 1905) del duo Gelmini-Tremonti. Governo e opposizione stanno varando un’idea di università “aziendale”, al servizio di interessi privati. Un’idea molto lontana dal carattere di “bene sociale comune” che dovrebbe contraddistinguere l’Istruzione Pubblica.

Una mobilitazione nazionale che vede la nostra città come protagonista: i numeri della partecipazione torinese e la sua radicalità non trovano eguali – per ora – in nessun altro ateneo italiano. Oggi possiamo dirlo: Torino è indisponibile!

Nelle prossime giornate una varietà di appuntamenti si alterneranno nel cortile del Rettorato (programma in “eventi”) : seminari, dibattiti, cineforum e assemblee per dimostrare il ruolo centrale della cultura, a dispetto di chi vuole un paese istruito a suon di “Porta a Porta” e reality shows.

Incontreremo alcuni sindacalisti della FIOM – Torino, perchè non si può parlare di formazione senza parlare di lavoro. Saremo coi lavoratori del Teatro Regio che manifestano contro il nuovo decreto Bondi, foriero di tagli, licenziamenti e dequalificazione dell’offerta culturale pubblica.

Durante la settimana proseguiranno i momenti di protesta con azioni di flash-mob e volantinaggi in diverse parti della città, nelle facoltà e nelle sale studio. Sabato 22 ci uniremo al grande corteo unitario indetto dal Tavolo della Formazione, a cui parteciperanno tutti i soggetti della pubblica istruzione, dalla scuola elementare all’università.

Tutto il mondo dell’università è chiamato a raccolta SABATO alle 14 NEL RETTORATO OCCUPATO, per unirci al corteo che partirà da Palazzo Nuovo alle 15. Tutte le mattine alle 10 COORDINAMENTO AZIONI. Tutte le sere alle 19.30 ASSEMBLEA! Siete tutti invitati a partecipare

STUDENTI NEL RETTORATO

martedì 11 maggio 2010

Assemblea generale d'Ateneo

martedì 11 maggio - ore 14
Aula Magna Primo Levi (via Pietro Giuria 7)


Assemblea Generale d'Ateneo indetta dai ricercatori aperta a tutte le componenti dell'Università in cui si discuterà:

- la situazione attuale e le prospettive della protesta a livello locale e nazionale,

- le richieste da portare al ministero,

- le iniziative di supporto da intraprendere nei prossimi giorni e il coordinamento tra le varie componenti universitarie

Di seguito ecco l'appello per l'assemblea :

Carissim*,

come saprete, il DdL Gelmini e i tagli al fondo di funzionamento dell'Universita' minacciano di creare una situazione insostenibile per l'Universita' pubblica e in
particolar modo per i ricercatori.

In risposta a questa situazione, a partire da febbraio molti ricercatori di Torino hanno deciso di dichiarare l'indisponibilita' a ricoprire incarichi didattici non obbligatori per legge. Questa forma di protesta e' ormai ampiamente diffusa a livello nazionale in piu' di 30 atenei (compresi tutti i piu' grandi), come potete verificare sul sito wpage.unina.it/apezzell/sito/unidoc/index.html.

A Torino l'adesione alla protesta e' stata manifestata dai colleghi delle facolta' di Agraria, Economia. Farmacia, Lettere e Filosofia, Lingue, Psicologia, Scienze della Formazione, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Scienze Politiche e Veterinaria. Attualmente coinvolge piu' di 450 ricercatori sui 900 totali.

Le richieste dei ricercatori sono state delineate il 29 aprile in un'assemblea nazionale a Milano che ha visto la partecipazione di piu' di 200 delegati provenienti da 35 universita', e si e' conclusa con l'approvazione di un documento (in calce e in allegato) in cui trovate un elenco dei punti critici sollevati e le richieste dei ricercatori indisponibili.

Il DdL Gelmini, nel quale sono contenute le varie norme lesive per l'Universita' pubblica e in particolar modo per i ricercatori strutturati e precari, e' in fase di discussione al Senato e presto approdera' alla Camera: in quella sede ci sara' l'ultima occasione per ottenere modifiche sostanziali, prima di dover mettere in atto l'annunciata indisponibilita'.

Ad oggi sono in corso da parte del Ministero prese di contatto con vari esponenti del movimento dei ricercatori, finalizzate a creare le condizioni per una trattativa diretta ministero-ricercatori indisponibili sulla base del documento di Milano.

Per dare forza alle richieste dei ricercatori, tutte le associazioni sindacali e della docenza hanno indetto una settimana di mobilitazione unitaria (in allegato) per lasettimana del 17 al 22 maggio, alla quale i ricercatori torinesi riuniti in assemblea hanno deciso di partecipare astenendosi da tutta l'attivita' didattica (corsi ed esami) e organizzando iniziative per informare gli studenti e l'opinione pubblica sul grave pericolo che incombe sugli Atenei italiani.

Per avere l'opportunita' di discutere ed informarsi sulla situazione attuale e le prospettive future vi invitiamo ad intervenire ad una

ASSEMBLEA GENERALE - Martedi' 11 Maggio, ore 14:00 presso
l'Aula Magna Primo Levi, via Giuria 7

aperta a *tutte* le componenti dell'Universita', nel quale verra' discussa la situazione attuale e le prospettive della protesta a livello locale e nazionale, le richieste da portare al ministero, le iniziative di supporto da intraprendere nei prossimi giorni e il coordinamento tra le varie componenti universitarie.

Sperando di vedervi numerosi, un caro saluto
Alessandro Ferretti per il Coordinamento Ricercatori UniTo

lunedì 3 maggio 2010

Unito, l'università è in crisi!


[www.infoaut.org]
La protesta contro la riforma Gelmini all'università di Torino continua! Ricercatori studenti e precari ottengono una presa di posizione ufficiale del senato accademico!

Un nutrito presidio ha quest'oggi ottenuto che il senato accademico approvasse alcune delle rivendicazioni portate da ricercatori, precari e studenti. Non tutto è stato facile e scontato: il senato accademico, da sempre incline a evadere le istanze spinte dal basso, ha inizialmente cercato di procrastinare e relegare a margine la discussione sui punti all'ordine del giorno riguardanti la protesta no Gelmini. I presidianti non si sono fatti però cogliere impreparati: hanno deciso di bloccare la seduta del senato e, mettendo alle strette il rettore Pelizzetti, hanno ottenuto precise garanzie che fosse discusso quanto richiesto il prima possibile.

Alla fine della giornata si può parlare di risultato raggiunto, sebbene ancora in parte. Il senato accademico ha approvato una mozione fortemente critica sul ddl Gelmini e il rettore comunicherà al ministero dell'università e della ricerca che esistono concrete possibilità che il prossimo anno accademico non possa iniziare! Insoddisfacente invece la risposta per quanto riguarda la norma, interna all'ateneo torinese, per cui i ricercatori avrebbero l'obbligo di svolgere almeno 60 ore di didattica, che si vorrebbe far ritirare, rimandata ad una successiva commissione.

Tutta la giornata è da leggersi nel quadro della protesta che i ricercatori strutturati (sostenuti anche dai ricercatori precari e dagli studenti) stanno portando avanti. Se anche queste ore obbligatorie fossero abolite allora la protesta basata sull'indisponibilità all'attività didattica non obbligatoria avrebbe effetti ancora più forti. L'obiettivo è sempre far ritirare il ddl Gelmini, la lotta non finisce certo oggi!

Oltre all'indisponibilità che sempre più si diffonde, nel mese di maggio si avranno altre importanti iniziative come la settimana di agitazione tra il 17 ed il 22: in alcune facoltà torinesi (di fatto) sarà bloccata ogni attività didattica, durante la quale si espliciterà ancora l'agitazione tramite azioni e assemblee...!

martedì 30 marzo 2010

Una banca che fa regali per ipotecarci il futuro!


Stamattina alcuni studenti del Collettivo Universitario Autonomo hanno contestato la presenza dell'Ubi Banca davanti Palazzo Nuovo. Striscione, cartelli e un volantinaggio per denunciare il ruolo che banche e privati avranno con la riforma dell'università voluta dalla Gelmini e dal governo. Segue il volantino distribuito nella mattinata:


Che fosse solo una questione di tempo l’avevamo immaginato, ma vedere una banca “vestita” di fiori e colori farsi propaganda di fronte a Palazzo Nuovo è davvero preoccupante.

Lo è, nel momento in cui realizza, nei fatti, ciò che questa riforma dell’università voluta dal ministro Gelmini e dal governo Berlusconi ha messo in programma: l’ingresso dei privati all’interno degli atenei e dei suoi Cda. Per non considerare l’aumento dei costi, a seguito della riduzione del Fondo di Finanziamento Ordinario, per chi vuole frequentare l’università.

La presenza dell’Ubi Banca oggi, così accattivante e proprio fuori dall’università vuole in realtà dire: “non preoccupatevi ragazzi, quando la morsa del caro vita e delle rette insostenibili si stringerà attorno a voi, ci saremo noi a finanziarvi, a farvi un prestito d’onore che voi ci restituirete una volta finiti gli studi. Vi daremo un anno, una volta laureati, per trovare un lavoro e iniziare a pagarci i debiti e gli interessi. Adesso lasciateci la vostra mail, partecipate a questo concorso… Quando la situazione precipiterà inesorabilmente noi vi cercheremo, per offrirvi un prestito con i tassi alle stelle e voi sarete talmente in difficoltà da non poterci dire di no…”. Sembra fin troppo facile...

La crisi globale e la precarietà lavorativa che ormai caratterizzano la vita di noi tutti sono il dato reale dell’oggi che ci permette di vedere questo prepotente ingresso dei privati e delle banche come il tentativo di precarizzare sempre di più le nostre vite, costringendoci a lavorare come schiavi per mantenere gli studi oppure, come vorrebbero le banche e le università, a indebitarci per poterne sostenere i costi.

E’ proprio questa crisi ancora in corso che ci mostra il fallimento di un sistema fondato sull’indebitamento ma, invece di attuare una netta inversione di tendenza, il governo italiano ci propone un modello di formazione come quello degli Usa, sistema che vede gli studenti (già di per se precari) non riuscire a saldare il debito una volta finita l’università. Sappiamo bene quanto sia difficile trovare un lavoro decente e purtroppo tante volte non basta una laurea a cambiare questo fatto!

Non esistono banche buone o cattive, tutte infatti sono figlie di un sistema che “capitalizza” le nostre stesse esistenze, rendendo la vita sempre più precaria e ricattabile.

Lasciamola pure la mail se vogliamo portarci a casa una maglietta o qualche altro gadget, con la consapevolezza però di cosa sta dietro a tutta questa “generosità”: la volontà di ipotecarci il futuro.

Collettivo Universitario Autonomo
cuatorino.blogspot.com

giovedì 25 marzo 2010

I medi occupano la sede della Gtt! Ora ci riprendiamo tutto!


[www.ksatorino.it] Da tempo ormai ci siamo mobilitati contro il caro-trasporti, nell'ambito di una campagna per la riappropriazione degli spazi lanciata a livello nazionale. Pisa, Modena, Bologna, Brescia, Palermo sono solo alcune delle città nelle quali, in queste ore e in questi giorni, stanno avendo luogo altre iniziative. Già da qualche settimana svolgiamo sui pullman iniziative di speakeraggio, distribuendo volantini ai passeggeri per spiegare ai viaggiatori i motivi della nostra protesta e le nostre richieste, puntualmente condivise. Non siamo solo noi studenti ad esserci accorti di come stia diventando sempre più proibitivo il costo dei biglietti e degli abbonamenti per i mezzi pubblici, mezzi che nella maggior parte dei casi sono sovraffolati e fatiscenti. Abbiamo intenzione di portare avanti la nostra lotta fino a quando non verranno soddisfatte le nostre richieste, che prevedono uno sconto ulteriore del 33% sugli abbonamenti annuali per gli studenti medi così com'è per gli universitari; una riduzione del 50% del prezzo dei biglietti ordinari; la diminuzione della multa per mancanza del biglietto da 60 a 20 euro; l'istituzione con cadenza regolare di giornate a tema ambientale in cui i mezzi siano gratis per tutti. Per questi motivi oggi abbiamo occupato la sede degli uffici della GTT, dove, sotto la stretta sorveglianza di un nutrito numero di forze dell'ordine, un responsabile dell'azienda si è fatto garante della presentazione di un esposto in regione Piemonte per l'approvazione dei nostri punti. Vogliamo evidenziare il tentativo da parte della questura di criminalizzare le nostre campagne. Il 23 marzo alcuni di noi sono stati fermati dalla polizia mentre volantinavano sui pullman, minacciati poi di essere ritenuti responsabili di qualsiasi atto di danneggiamento dei mezzi pubblici, colpevoli di aver espresso il nostro punto di vista in merito ad un servizio che dovrebbe essere pubblico e accessibile a tutti. Ma non sono solo le questure a cercare di isolarci e di spaventarci. Infatti il giorno dopo l'esplosione di una bomba carta su un tram in deposito, un giornalista ci ha citato come presunti autori del fatto. Con l'occupazione di oggi, non abbiamo solo voluto rilanciare la campagna, ma dimostrare come non siamo disposti a scendere a compromessi né a farci intimorire.

GTT CI HAI RUBATO TANTO, ORA CI RIPRENDIAMO TUTTO!

K.S.A. - Kollettivo Studenti Autorganizzati

venerdì 12 marzo 2010

Uno sciopero "debole", salvato dagli studenti


[www.infoaut.org]
Tutti i settori incrociano le braccia, manifestazioni in molte città. Ma le parole d'ordine del sindacato sono insufficienti e le piazze sono riempite dagli studenti.

La tanto agognata "prova di forza" della Cgil è alla fine arrivata: migliaia e migliaia le persone che sono scese in piazza oggi in tutta Italia per lo sciopero generale di quattro ore - otto solo nel pubblico impiego, scuola e sanità. Il sindacato di Corso Italia rivendica il diritto al lavoro, la riforma del fisco e l'integrazione dei lavoratori migranti. Sotto accusa, in particolare, l'inerzia dell'esecutivo di fronte alla crisi.

Fino a qui tutto bene, verrebbe da dire: parole d'ordine inattaccabili e tanti buoni propositi, alte adesioni e il Wall Street Journal che dà ragione ad Epifani... e invece NO! Lo sciopero di oggi è stato debolissimo, tanto nella sua costruzione quanto nella sua effettiva manifestazione di forza che non si è vista se non nei freddi tabulati percentuali delle adesioni... Innanzitutto uno sciopero generale che ha avuto un parto lungo e doloroso. Elettoralistico nei fini (secondo le voci più maligne che spesso però le più lucide) e di basso profilo nella piazza, avvelenato da un imminente Congresso nazionale che si preannuncia molto teso (percorso com'è stato da un "centralismo democratico" epifaniano che ha impedito una reale espressione di democrazia sindacale della base).

Le tanto gettonate parole d'ordine poi sono l'emblema di un trinceramento del sindacato confederale nella retorica rassicurante (ma perdente!) di una difesa del lavoro tutta limitata al mondo del lavoro pubblico o dipendente. Laddove questo sembra essere esclusivamente trattato come massa di manovra da mobilitare in scadenze simili, senza impatto e senza la più minima capacità d'incidere nei rapporti forza complessivi. Non ci si sorprenda allora se poi, questi stessi lavoratori, decidono di starsene a casa o viversi la giornata come sacrosanto momento di vacanza e riposo. Del resto forse, a Epifani e alla sua cricca la cosa non dispiace poi tanto, contenti e soddisfatti di corteini che non arrecano disturbo, permettono comizi finali senza increspature e vengono diligentemente ripresi dalle telecamere dei Tg nazionali.

E' l'idea stessa di una battaglia sindacale così articolata che non tiene più: non esiste solo più il pubblico impiego o il lavoro salariato di fabbrica. Cosa dice Epifani alle migliaia di lavoratori autonomi a reddito intermittente, agli studenti-lavoratori-precari che affollano le facoltà, ai precari permanenti in perenne stato di collasso psichico, alla miriade di "nuovi lavori"...? Cosa dice riguardo all'ipotesi di uno reddito universale ?

Gettito fiscale e difesa dell'art. 18 sono sacrosanti ma non bastano. tocca ripensare una più complessiva figura media del lavoratore-precario di oggi. I più l'art.18 non l'hanno visti neanche col cannocchiale. E il fisco è un oggettivo nemico di tanti lavoratori 'in proprio' strozzati da crisi e politica fiscale che in Italia tutela esclusivamente le fasce molto alte e la ricchezza da rendita, schiacciando sotto il suo tallone tutti quanti, dipendenti e "autonomi".

Dire questo ovviamente non significa dar ragione a Cisl-Uil, il gatto e la volpe dell'ex unità sindacale, che oggi comodamente seduti sulle loro padronali poltrone, van blaterando di necessità di "superamento della contrapposizione" e altri squallidi stratagemmi di concertazione.

Per fortuna ci sono gli studenti! Loro oggi hanno riempito le piazze, loro sono ben consapevoli del futuro che li attende e della progressiva trasformazione delle loro scuole in formazione impoverita e grandi agenzie di disciplinamento di massa per un lavoro futuro senza prospettive, precario, mal pagato, incerto e soprattutto senza diritti. In decine di migliaia hanno attraversato e ravvivato le piazze altrimenti morte dello sciopero sindacale, ben sapendo che l'opposizione alla riforma Gelmini, da rilanciare con forza il prossimo autunno, è solo un tassello di una più generale battaglia di riconquista e riappropriazione.

Gli studenti medi riempono lo sciopero generale anche a Torino! 6mila in corteo, occupata la Camera di Commercio!

venerdì 19 febbraio 2010

Studenti medi ancora in Onda contro la riforma!


[www.infoaut.org/torino]
Studenti medi in piazza in diverse città del nostro paese, questa mattina, contro la riforma Gelmini nelle scuole superiori. Mobilitazione tornata in Onda già in seguito al passaggio del decreto in consiglio dei ministri, due settimana fa, con un corteo spontaneo a Torino e due occupazioni delle scuole a Bologna.

La cronaca dalla città
di Torino. Un migliaio gli studenti torinesi in corteo partiti da piazza Arbarello, sotto una pioggia battente. Lancio di uova sotto il Miur e la sede della Provincia, scritte e volantinaggio contro il caro-trasporti della Gtt. Sentito il nesso con quanto è avvenuto e sta avvenendo in Val Susa: gli interventi hanno sottolineato la solidarietà degli studenti con il movimento No Tav e rimandato alla fiaccolata di questa sera a Bussoleno.

venerdì 5 febbraio 2010

Gelmini approvata? Studenti torinesi in sciopero!


[www.infoaut.org]
500/600 studenti di diverse scuole si sono mossi oggi in corteo per le vie di Torino, in risposta all'approvazione della Riforma Gelmini del consiglio dei ministri avvenuta ieri.

La protesta, praticamente spontanea (sono bastati alcuni sms fatti girare ieri in serata) è partita dai licei Gioberti e Gobetti, estendendosi però velocemente ad altre scuole.

Dato significativo, verificato già da altre precedenti iniziative dell'autunno, il corteo che ne è scaturito non ha coinvolto solo licei del centro ma anche diversi licei e istituti tecnici della periferia e della cintura, rompendo la linea classista che vedeva negli ultimi anni una capacità di mobilitazione ridotta alle scuole del centro città. Segno che gli studenti medi hanno ben chiara la natura e le finalità di questa riforma.

La manifestazione spontanea e selvaggia, ha prima bloccato via Po e altre via del centro; ha poi toccato alcuni sedi istituzionali (Provincia), per poi chiudersi con un'assemblea a Palazzo Nuovo, dove è stata sancita la costruzione di una mobilitazione cittadina per il prossimo 19 febbraio.

venerdì 22 gennaio 2010

Documento dell'assemblea nazionale degli studenti medi di Torino


Nei giorni 9 e 10 gennaio si è tenuta a Torino, presso il csoa Askatasuna, l'assemblea nazionale degli studenti medi.


Nella prima giornata le diverse delegazioni di studenti presenti si sono riunite in un'assemblea plenaria durante la quale ha avuto luogo un confronto sulle diverse pratiche di mobilitazione attuate durante il trascorso autunno, a partire da una prima analisi della riforma Gelmini, del ddl Aprea e dell'attuale crisi economica e politica italiana ed europea, temi che sono andati ad introdurre una seconda giornata di tavoli di lavoro seguiti da un'ultima assemblea di chiusura.

Per prima cosa l’assemblea ha ritenuto essenziale partire dal contesto storico nel quale gli ultimi provvedimenti scolastici si inseriscono a partire dalla legge dell'autonomia scolastica introdotta da Berlinguer alla fine degli anni '90, con la quale si dava inizio ad una sempre più marcata concorrenzialità tra i diversi istituti superiori, e che apriva la strada alle riforme successive. Dal 2001 ad oggi, con i ministri Moratti, Fioroni e Gelmini abbiamo visto un accentuarsi dell'entità dei tagli ai fondi destinati all'istruzione pubblica (in particolare per quanto riguarda medie superiori e università), parallelamente ad un’ aziendalizzazione degli istituti e una gerarchizzazione del corpo insegnanti che, diviso in diverse fasce (tra le quali vi è una differenza salariale fino al 30%), trova in cima alla piramide un dirigente scolastico con funzioni di amministratore delegato.

Questo accentramento di potere in particolare nelle mani del preside vede la sua realizzazione nel ruolo di disciplinamento della forza lavoro che la scuola ha assunto negli ultimi decenni. È facile infatti rendersi conto di come la formazione degli studenti sia sempre più messa in secondo piano rispetto al desiderio dei docenti di tenerci immobilizzati nella normale routine scolastica, con minacce di sospensione o di bocciatura con il cinque in condotta, nel caso in cui dimostriamo la volontà di esprimere una voce critica.
A questo punto si rende però necessario ragionare sull'ambivalenza contraddittoria della scuola che, se da una parte tende ad essere il recinto di riproduzione di una forza lavoro docile e addomesticata, già proiettata verso una vita di precarietà al momento dell'entrata sul mercato del lavoro, dall'altra parte si ritrova ad essere un bacino di soggettività in grado di riprodurre sapere critico. Ne consegue quindi la necessità di riappropriarsi di quegli spazi fisici e di tempo necessari, all'interno delle scuole, per produrre conflittualità e organizzare la lotta, creando diversi momenti assembleari sia a livello d'istituto che cittadino.

L’analisi sul movimento dell’onda anomala, che nell’ambito degli studenti medi ha avuto la sua nascita e il suo apice nell’autunno dell’anno passato, ha riportato da ogni città riscontri simili. Infatti quel movimento che si presentava come una grande anomalia spontanea, accompagnata dalle speranze del potere di una sua caduta repentina quanto lo era stata la sua ascesa, è riuscito a radicare una soggettività intimamente antagonista che si è poi realizzata nell' ”onda perfetta” al g8 dell’università di Torino e nella mobilitazione di quest’ anno. Proprio quest’ultimo autunno ha dimostrato come gli studenti medi siano stati in grado di dare continuità al movimento, con numeri sicuramente inferiori a quelli passati, ma con determinazione e capacità messe in campo più consapevoli.

Questo salto qualitativo è stato determinato non solo dalla capacità di cogliere i diversi aspetti della riforma Gelmini, ma di inserirla nell'attuale stato di crisi economica e del welfare italiano andando a rilanciare, a seconda delle necessità territoriali, diverse campagne per la riappropriazione di tutti quei diritti e bisogni che ogni giorno vediamo via via come sempre più inaccessibili e dei quali dovremmo invece poter usufruire liberamente. Partendo dal diritto ad un sapere libero, senza dover incorrere ogni anno in spese proibitive per acquistare i libri di scuola, passando per i mezzi pubblici, fino ad arrivare a ciò che riguarda il tempo al di fuori dello studio: abbiamo pagato tanto, ora ci riprendiamo tutto quello che ci spetta senza mezze misure né trattative. In particolare, l’assemblea torinese ha individuato nella data del 20 febbraio un'altra giornata di mobilitazione nazionale sulla riappropriazione.

Altro argomento trattato dai tavoli di lavoro è stato il clima di repressione sempre più marcata con la quale dobbiamo fare i conti tutti i giorni, incarnata dai presidi all'interno degli istituti e dalle varie questure in piazza. Nei rapporti con queste ultime si è delineata soprattutto la volontà di muoversi con una risposta a “muso duro”, comune a tutto il territorio nazionale, che contrasti apertamente le intenzioni della digos di “cercare amici” tra il movimento, e che chiarisca alle guardie l’impossibilità per loro di trovare spazi di complicità con i militanti.

L’ultimo punto trattato dall’assemblea è stato la coscienza antifascista che ovunque caratterizza gli studenti: in tutta Italia infatti ci si oppone fermamente ai fascisti, per le strade, nelle scuole, nelle università, impedendo loro con ogni mezzo, di uscire allo scoperto. Nonostante media e forze dell'ordine vadano puntualmente a schierarsi in difesa di neofascisti e razzisti, accusando la violenza del movimento, tutte le realtà continuano ad assumere l’antifascismo militante come una battaglia importante su cui è importante spendere le proprie energie.
L’assemblea ha deciso di fornire il movimento di uno strumento di confronto costante per garantirne una continuità progettuale: a breve sarà ondine un sito sul quale verranno riportate tutte le varie iniziative sul territorio nazionale.

Assemblea nazionale studenti medi
Torino, 9 e 10 gennaio 2010

sabato 2 gennaio 2010

Argentina: ultimi bagliori del 2009 all'insegna dello scontro


[www.infoaut.org] Le foto che seguono sono il reportage di un compagno italiano a Buenos Aires, Davide Casali. Immortalano gli scontri nati tra studenti e polizia in conclusione di una giornata di mobilitazione universitaria. Si è infatti tenuta, negli ultimi giorni di dicembre, una marcia studentesca per le vie della metropoli argentina in occasione della rielezione del rettore dell'ateneo, ancora rivelatasi, non diversamente da quel che accade nelle università di altre latidudini, un bluff di democrazia... E' da ricordare come le lotte studentesche argentine (aventi anche loro, nell'opposizione alla ristrutturazione neoliberista dell'università, leit motiv rintraccibili nelle mobilitazioni degli studenti e delle studentesse di molti paesi occidentali) abbiano già scosso nel recente passato i palazzi del potere: il segretario all'istruzione installato dal governatore di Buenos Aires, Mauricio Macri, ha già issato bandiera bianca, dimettendosi!





mercoledì 23 dicembre 2009

L’Università salva con i soldi delle tasse


[www.lastampa.it/torino] L’ateneo raccoglierà 7 milioni in più del 2009

di Andrea Rossi

Facoltà e dipartimenti tirano un sospiro di sollievo. Gli studenti un po’ meno, perché l’Università di Torino ha sì superato senza cedere di schianto uno degli anni più tribolati che si ricordino, ma il peso dei sacrifici è ricaduto soprattutto sugli iscritti. Con le loro tasse sono stati decisivi per evitare che il bilancio del 2009 andasse in passivo. E, nel 2010, permetteranno ancora di mantenere la linea di galleggiamento. Più tasse e meno sostegni: ecco perché il bilancio preventivo che il Senato accademico dovrebbe approvare oggi lascia a dir poco perplessi. La lista Studenti indipendenti - che ha la maggioranza tra i rappresentanti - si dice insoddisfatta, esprime forti critiche e preoccupazioni.

Un anno fa l’ateneo di via Po era stato costretto a varare una manovra lacrime e sangue: 30 milioni di euro da tagliare, trasferimenti dimezzati a facoltà e dipartimenti, spese di rappresentanza e viaggi all’estero pressoché azzerati. Quest’anno si respira un po’: il Fondo di finanziamento ordinario stanziato dal ministero dell’università è di 240 milioni di euro, meno dell’anno scorso. A salvare le casse dell’ateneo è lo stanziamento ordinario previsto proprio in questi giorni dal ministro dell’Economia Tremonti. Totale, 252 milioni, cifra che dovrebbe riuscire a salvare i conti di via Po.

Il problema è come. Nel 2010 - per effetto della nuova fascia di reddito istituita in estate - l’ateneo raccoglierà dalle tasse universitarie sette milioni di euro in più rispetto al 2009. Lo sforamento del tetto massimo previsto dalla legge, secondo cui le imposte non possono essere superiori al 20 per cento del Fondo di finanziamento ordinario, è certo. Sarebbe il terzo anno consecutivo. Inaccettabile per gli studenti: «Si coprono i tagli del ministero e gli sprechi con i nostri soldi. Inoltre rettore e Senato si erano impegnati a coinvolgere gli studenti nella gestione degli sforamenti». Non è l’unico motivo di preoccupazione: durante i lavori preparatori nelle Commissioni mista e bilancio sono spuntati tagli per 10 milioni alle borse di studio e per 5 alle borse per i dottorati di ricerca. Gli studenti sperano in una correzione di rotta. «Altrimenti voteremo contro».