lunedì 21 dicembre 2009

Vienna: sgomberata l'Audimax, la protesta continua!


[www.uniriot.org] Lunedi 21 dicembre il rettore dell'Università di Vienna ha deciso questa mattina di far sgomberare l'Audimax dalla polizia. Circa 150 persone hanno dovuto evacuare l'aula. Gli occupanti sono delusi della posizione che ha preso il rettore e condannano lo sgombero come sostituzione di una risoluzione politica. Questa sera saranno decide in assemblea le condizioni per trovare un accordo con l'università. Da parte degli occupanti prevalgono la necessità e la disponibilità di trovare una soluzione prima di Natale.

Anche le organizzazioni di senzatetto viennesi si sentono coinvolte. I preparativi, per fornire supporto ai senzatetto, non erano stati ancora completamente ultimati. Solo un paio di giorni prima di Natale un centinaio di senzatetto è sulla strada. "Oggi queste persone sono state lasciate intenzionalmente al gelo", critica Markus Reiter, il direttore dell'organizzazione Neunerhauses che gestisce posti letto per i senzatetto.

Il momento dello sgombero è particolarmente incomprensibile. Rispetto alle scorse settimane le condizioni di sicurezza non erano cambiate sostanzialmente. Non c'è stato nessun particolare motivo che possa aver giustificato lo sgombero.

Ad ogni modo la protesta va avanti! Il movimento viennese "Unsereuni" mantiene ancora occupata, in centro città, la seconda aula più grossa dell'Università di Vienna (C1, nel campus universitario) e continua il suo lavoro. Alle 13:00 e alle 19:00 le assemblee si terranno qui .

L'occupazione dell' Audimax ha lanciato un movimento che va ben oltre l'occupazione. Più di 30 mila studenti sono connessi tramite internet , più di 100 gruppi di lavoro continuano il loro impegno, azioni creative sulla strada, proteste e occupazioni proseguono in 80 università in Europa.

L'Audimax di Vienna è dappertutto!

Tasse universitarie "fuori controllo" in 27 atenei su 61


lunedì 14 dicembre 2009

Take your time! Reclaim your space! Spazi autogestiti a Palazzo Nuovo



Nei giorni scorsi abbiamo appreso dai giornali che sarebbe intenzione del prorettore Roda discutere, nella seduta del Senato Accademico del 23 dicembre, se e come riassegnare gli spazi autogestiti all’interno di Palazzo Nuovo.

Si tratta di luoghi che alcuni studenti e studentesse , grazie al loro impegno, hanno fatto rivivere riappropriandosene e trasformandoli in spazi di socialità, condivisione e aggregazione dal basso.

Lo Spazio “ex Acquario”, situato al primo piano sopra la presidenza di lettere, è dal 1996 luogo di elaborazione politica e discussione tra universitari/e; vi si sono tenute importanti discussioni, progetti e conferenze stampa dei movimenti contro le riforme universitarie Zecchino-Berlinguer, Moratti e Gelmini. Dal 2005 è anche luogo di ideazione di seminari autogestiti aperti a tutti gli studenti e studentesse che hanno avuto per tema la guerra, i saperi, le trasformazioni dell’università. Il martedì dalle 17.30 è luogo di riunione del collettivo universitario autonomo.

Lo Spazio “Uni lotta” è stato ottenuto durante un’occupazione universitaria del 2002 e si trova al primo piano di fronte all’aula 15. E’ stato animato dalle riunioni di diversi gruppi e collettivi che, producendo momenti di discussione critica, hanno vivacizzato il dibattito interno a Palazzo Nuovo analizzando le trasformazioni e contraddizioni dell’università e mettendo in pratica un altro modo di viverla. Si tratta inoltre di uno spazio attraversato da studenti e studentesse particolarmente attiv* e sensibili alle “tematiche di genere”: questo interesse ha prodotto momenti di discussione interna nonché pubblica in assemblee con docenti e ricercatori/trici, in ultimo gli incontri di “Corpi Negati” su femminicidio, prostituzione, omo/transfobia (a.a. 2008/09).

Lo Spazio Li.Sa. (Liberi Saperi) è stato ottenuto durante le mobilitazioni contro la riforma Moratti del 2005. Da allora ha ospitato una radio streaming, Radio Li.Sa., postazioni libere open source, fotocopiatrici autogestite dagli studenti , riunioni politiche, proiezioni di film. E’ un luogo aperto e a disposizione degli studenti/esse e dei precari/e dell’università per progetti che mettano in discussione il copyright e puntino alla condivisione pratica dei saperi e dei loro supporti cartacei o digitali.

Al contrario di quanto dice il pro-rettore Roda, gli spazi autogestiti di Palazzo Nuovo non sono in mano a “gruppi non meglio identificati”, ma sono luoghi in cui studenti e studentesse cercano di costruire un’università “altra”, critica e realmente partecipata, sicuramente diversa da quella istituzionalizzata che sembra sempre più interessata a spremere denaro agli studenti/esse per faraonici quanto inutili progetti che ad elaborare e condividere saperi.

La battaglia per gli spazi autogestiti riguarda tutti e tutte! In gioco non ci sono solo dei muri, ma la possibilità di costruire un’università diversa!

“Ciò che abbiamo è ciò che ci siamo presi, e ciò che ci siamo presi è solo una piccola parte di ciò che ci spetta”.

Gli spazi autogestiti di Palazzo Nuovo (Spazio Collettivo Universitario Autonomo, Spazio Liberi Saperi, Spazio UniLotta)

L'aziendalizzazione (finanziata) delle università di Francia


[mir.it/servizi/ilmanifesto/franciaeuropa] L’opposizione critica più la forma che la sostanza: Sarkozy ha annunciato stamattina che la Francia finanzierà, attraverso un prestito di 35 miliardi di euro, il rilancio dell’università e della ricerca. Sui 35 milioni che dovranno essere trovati sui mercati, 18 andranno a ricerca e università, tra costruzione di campus e investimenti in progetti a favore delle nuove tecnologie. “Vogliamo le migliori università del mondo”, ha affermato Sarkozy. Sarkozy spera che i 35 miliardi di denaro pubblico (in realtà 22, perché 13 sono il rimborso dei prestiti concessi alle banche al momento peggiore della crisi finanziaria), diventeranno 60, grazie all’intervento dei capitali privati, degli enti locali e dell’Europa. L’idea è difatti di approfondire il legame tra pubblico e privato, soprattutto nelle ricerca e nelle università. Sarkozy intende far nascere una decina di centri di’eccellenza, sulla base dell’autonomia delle università. Le critiche dell’opposizione si concentrano soprattutto sull’ineguaglianza che questi investimenti genereranno: delle università di serie A, passibili di competere con le migliori del mondo anglosassone, e la maggior parte di serie B, più o meno abbandonate. I socialisti criticano anche la crescita del debito pubblico, “le tasse di domani”, senza che venga toccato lo scudo fiscale che protegge i redditi più alti. Gli ecologisti sottolineano soprattutto lo scarso impegno per le energie rinnovabili, mentre la ricerca sul nucleare è sempre in primo piano (anche se Sarkozy ha deciso di ribattezzare il Cea, il Commisariato all’energia atomica, in Commissariato alle energie alternative). Sta di fatto, che il grande prestito, deciso sulla base di un rapporto preparato dagli ex primi ministri Alain Juppé e Michel Rocard (socialista), anche se è inferiore alle aspettative dell’ala più statalista (che sperava in 100 miliardi), ha un montante globale, con l’apporto sperato del capitale privato, superiore al piano di rilancio contro la crisi (39 miliardi nel 2009, 7 nel 2010). L’accento è posto su tutto cio’ che potrà migliorare la competitività della Francia in un’economia del futuro. 4,5 miliardi andranno all’espansione dell’economia digitale. Uno sforzo, dice Sarkozy, “simile a quello che il nostro paese ha fatto negli anni ‘70 per il telefono”. Per il socialista Pierre Moscovici, il grande prestito di Sarkozy “manca di una linea di fondo, di una visione dell’avvenire”. Il grande prestito arriva in un momento in cui il 57% dei francesi giudica negativamente il bilancio di Sarkozy di fronte alla crisi economica e finanziaria.

domenica 13 dicembre 2009

L'I.T.C. Luxemburg contro la Gelmini!


Mozione MINISTRO GELMINI

Approvata dal Collegio Docenti dell'I.T.C. Rosa Luxemburg di Torino il 3-12-09

- Vista la diminuzione delle sedi scolastiche, delle sedi universitarie, delle ore di docenza in alcuni gradi dell'istruzione, del numero dei docenti, a fronte di un aumento degli allievi per classe,

- Vista la diminuzione di moduli, di progetti e del tempo pieno,

- Vista la diminuzione del personale non docente, del personale ATA e dei docenti d'appoggio,

- Considerati i licenziamenti dei precari, gli accorpamenti di diverse classi di concorso,

- Considerando il taglio dei fondi destinati alla scuola e l'azzeramento di gran parte dei crediti, già anticipati e spesi legalmente dalle scuole, che il Ministero aveva già assegnato alle scuole,

- Considerata la poca chiarezza della riforma ministeriale ed in molti casi la sua inapplicabilità,

- Visto che l'insieme di questi (e altri) provvedimenti è un disegno che mira all'eliminazione di fatto della Pubblica Istruzione:

chiediamo

le dimissioni del ministro della Pubblica Istruzione

Voti a favore 49
Voti contrari 3
Astenuti 8

ROSA LUXEMBURG OCCUPATO

In data 23/11/2009 noi studenti dell'ITC Rosa Luxemburg abbiamo deciso di occupare la scuola, per manifestare il nostro dissenso ai decreti emessi l'estate scorsa. In particolare alla legge 133/2008 che prevede un forte taglio ai fondi della scuola pubblica di circa 8 miliardi di euro.Inoltre verrà effettuato una notevole diminuzione del personale ATA, di circa 43000 posti di lavoro, e delle ore settimanali di lezioni, peggiorando così la qualità dello studio.

Tutto questo, come ha ribadito più volte lo stesso ministro dell'istruzione,è stato fatto per risparmiare; questo però non autorizza che sia la scuola pubblica ad essere penalizzata quando poi i soldi negati all'istruzione vengono reinvestiti nel campo della guerra (come e successo per la costruzione di due caccia-bombardieri F35 che verranno utilizzati in Afghanistan).

Inoltre la protesta mira anche a contrastare il disegno di legge Aprea che tende a privatizzare le scuole pubbliche trasformando l'istruzione in una vera e propria azienda dando molto potere decisionale a persone appartenenti a enti privati che influiranno sulle decisioni interne dell'istituto.

Studenti e studentesse dell'I.T.C. Rosa Luxembourg occupato