mercoledì 9 dicembre 2009
lunedì 7 dicembre 2009
Iran: duri scontri nella "giornata dello studente"
[www.infoaut.org] Tensione alle stelle in Iran in occasione della "giornata dello studente": polizia schierata in strada dall'alba, scontri e adunate nei pressi delle principali università del paese persiano, nonostante i divieti imposti a priori nei giorni scorsi e le minacce di repressione riproposte dalle autorità. Diversamente da altri "appuntamenti di celebrazione" dentro i quali si è inserita l'Onda verde, la giornata di contestazione di quest'oggi, che vede soprattutto gli studenti universitari come protagonisti, non si è realizzata solamente nella capitale Teheran, che resta comunque il fulcro e il centro della battaglia, ma ha preso piede anche in altre città iraniane, dentro i suoi atenei (Shiraz, Esfahan, Arak e Mashad). Oggi si ricordano i 3 studenti uccisi, nel 1953, dal regime, negli incidenti scoppiati durante la visita a Teheran dell'allora vice presidente americano Nixon.
Duri scontri tra polizia e studenti si sono verificati in piazza Enghelab, nei pressi della principale università di Teheran. 2 donne sarebbero state arrestate, mentre (a leggere quel che circola in rete) sarebbero stati disattivati i collegamenti cellulari nelle zone centrali della capitale e attorno all'università. Dentro l'università i giovani gridano "Allah Akbar" e slogan anti-governativi. Fuori la polizia ha risposto con gas lacrimogeni e colpi di pistola in aria agli attacchi degli studenti. Simile quello che si è verificato nell'altra università di Teheran, l'ateneo scientifico Sharif. La polizia e le milizie Basiji restano presenti in maniera massiccia nei punti strategici del centro di Teheran, sorvegliando soprattutto piazza Haft Tir, luogo dal quale nei mesi scorsi sono partiti i cortei dell'Onda verde.
A quanto si apprende solamente oggi, sabato sarebbero state arrestate una decina di madri di giovani morti negli scontri della scorsa estate mentre si riunivano, come ogni sabato, al parco Laleh per chiedere giustizia. Gli agenti di polizia hanno cercato di sgomberarle, ma trovando la resistenza delle donne in diverse sarebbero state arrestate.
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Atene: attaccato commissariato, scontri davanti Parlamento
[www.infoaut.org] Non conoscono sosta le mobilitazioni in Grecia, oggi nuova giornata all'insegna della rabbia e del conflitto. Il giorno dopo l'anniversario della morte di Alexis, Alexandros Grigoropoulos, 15enne ucciso dalla polizia il 6 dicembre 2008, è ancora lo scontro a tenere banco, non solamente nella capitale Atene. Si riaccende la miccia che diede il la alla rivolta dello scorso anno, esplosa con l'omicidio poliziesco, tramutata in sommossa generazionale. La capitale resta blindata, con oltre 6mila agenti schierati. Ieri sono stati 26 i poliziotti e 4 i manifestanti rimasti feriti, oltre 350 le persone fermate in seguito agli scontri ad Atene, Salonicco, Patrasso, Rodi, Heraklion, Creta e Ioannina.
Poco prima che iniziassero i diversi cortei preannunciati nella capitale, un gruppo di giovani ha attaccato un commissariato di polizia vicino al centro di Atene: i giovani, una ventina, hanno lanciato sassi contro la facciata dell'edificio, la polizia ha sparato lacrimogeni, eseguendo poi un arresto. Centinaia di scuole e università restano occupate dagli studenti, luoghi dai quali sono partiti i vari spezzoni per partecipare al corteo per ricordare Alexis e per chiedere la li liberazione degli arrestati. Migliaia di persone sono sfilate in corteo, presenti studenti e insegnanti soprattutto, fin sotto il Parlamento, dove si sono accesi poi gli scontri (ancora in corso) con la polizia.
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venerdì 4 dicembre 2009
Sgomberata l'università di Francoforte
[www.infoaut.org] A quanto si apprende solo oggi, l'Università di Frankfurt am Mein è stata sgomberata mercoledì sera alle 19 dalle forze dell'ordine. In Germania sono da tempo in piedi le mobilitazioni degli studenti e delle studentesse delle università, molte delle quale sono state occupate, contro la nuova riforma del governo, che segue la scia del processo di Bologna.
Dopo l'ultimatum del rettore Werner Müller-Esterl del campus dell'università di Francoforte (occupato da lunedì) sono trascorsi solo 10 minuti dallo sgombero di forza eseguito dalla polizia. Forze dell'ordine che si sono spese anche nella provocazione: numerosi gli insulti razzisti e sessisti rivolti contro gli studenti in occupazione. Molte le persone ferite durante lo sgombero, 5 studenti sono stati portati in ospedale. La polizia ha poi identificato 176 persone, alle quali viene imputata l'occupazione abusiva dell'edificio. Il 10 dicembre è stata organizzata una giornata d'azione per bloccare la conferenza dei ministri della cultura che si terrà a Bonn.
giovedì 3 dicembre 2009
Il Master di giornalismo finisce in Procura
[www.lastampa.it/torino] Il Tar annulla la selezione per gravi violazioni
di Raphael Zanotti
Una commissione fantasma nominata a babbo morto, quando già aveva corretto le prove e svolto gli orali. Un solo verbale firmato dal presidente in cui non compare né il numero dei commissari né il loro nome. Un candidato che riceve un’e-mail con l’esito del suo esame il giorno prima che sia terminata la correzione. Se non c’è qualcos’altro dietro, si tratta forse del peggior concorso pubblico che l’Università di Torino abbia bandito negli ultimi anni. Un disastro amministrativo tale non solo da costringere il Tar ad annullarlo, ma addirittura a invocare l’intervento della procura della Repubblica per ben tre volte. La selezione incriminata è quella del Master in Giornalismo del settembre 2008: centoventi candidati per venti borse di studio del valore di 10.000 euro l’una. Soldi messi a disposizione da Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt e Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Andrea Mazzocca, candidato 27enne, partecipa alle prove scritte. Il 18 settembre 2008 riceve un’e-mail che lo informa della sua esclusione dalla segreteria del Corep, il Consorzio che si occupa della parte amministrativa. Mazzocca chiede di poter visionare le sue prove, gli rispondono che bisogna attendere la conclusione degli orali. Domanda allora di poter assistere a questi ultimi. Glielo impediscono perché «la stanza è troppo piccola anche per un solo uditore».
A questo punto Mazzocca s’insospettisce. Fa l’accesso agli atti e scopre alcune cose sorprendenti. La commissione, che ha svolto i suoi lavori dal 15 al 26 settembre, è stata nominata dal rettore Ezio Pelizzetti solo il 1° ottobre, cinque giorni dopo la fine dei lavori. La correzione delle prove scritte è terminata il 19 settembre, un giorno dopo l’e-mail a Mazzocca. L’abbinamento prove-candidati è avvenuto nelle segrete stanze senza rappresentanti dei candidati. E pare pure mal fatto visto che Mazzocca disconosce la paternità di uno degli scritti. L’unico verbale esistente della commissione è firmato dal presidente Carlo Marletti, ordinario di Sociologia, e non riporta gli altri componenti Roberto Marvulli (docente di Statistica), Dario Galati (docente di Psicologia), Silvia Scarrone (dipartimento di Scienze Pediatriche), Remo Guerra (consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti), Sergio Ronchetti (ex giornalista de La Stampa), Alessandra Comazzi (segretaria dell’Associazione Stampa Subalpina e collaboratrice de La Stampa) e Vera Schiavazzi (collaboratrice di Repubblica e direttore del Master). Come fosse da solo. Non basta: i commissari sono in numero pari. Per il Tar è illegittimo: solo il numero dispari permette di raggiungere sempre una maggioranza.
Mazzocca chiede l’intervento del rettore, ma questi respinge inspiegabilmente ogni istanza. Allora il ragazzo si rivolge all’avvocato Roberto Longhin e presenta ricorso al Tar. A questo punto il pasticcio, se possibile, peggiora. La commissione fantasma, ormai senza poteri, si autoconvoca e, dopo aver ammesso i gravi vizi, invita Mazzocca a ridare la prova. Si chiama provvedimento in autotutela: se passa, la selezione è salva e il ricorrente perde interesse a coltivare il ricorso. Mazzocca, però, non si presenta, invia un certificato medico, e la commissione lo esclude per la seconda volta. Per il Tar ancora in modo illegittimo. Università e Ordine dei Giornalisti si dicono convinti della correttezza della selezione e annunciano ricorso al Consiglio di Stato nella speranza di salvaguardare i 20 vincitori che stanno concludendo il Master. Il Tar, però, ha già inviato gli atti in procura: «Un atto dovuto - riferisce il consigliere relatore Alfonso Graziano -. Non commento l’episodio ma con l’individuazione di uno dei candidati non potevamo fare altrimenti».
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