lunedì 25 gennaio 2010

Brunetta, ministro bamboccione, tira fuori la grana!


Negli ultimi giorni molte parole, nel teatrino mediale della politica, sono state spese sulla nuova uscita del ministro Brunetta... Giovani fuori di casa per legge a 18 anni! 500 euro al mese ai giovani! Brunetta aspettavamo proprio te! Solo tu, da ex bamboccione come ti sei descritto, puoi capirci e aiutarci!

Cos'è quella del ministro? Un'altra delle sue boutade? Una sfida illuminata? Una rivalsa intrisa della frustazione patita in gioventù? Bè, cogliamo la provocazione del ministro che a 30 anni non era capace di rifarsi il letto. Infatti, a sentir "i progetti di Brunetta" per i giovani, come possiamo obiettare?! Fuori di casa a 18 anni? Benissimo! 500 euro al mese? Ancora meglio, un'uscita quasi dorata dal "nido familiare"!

Certo è che, se riportiamo il tutto su un piano reale, quello che sfugge sempre alla classe politica del nostro paese, coccolata da lauti privilegi e distante anni luce da quella che è la vita/lotta quotidiana delle persone (giovani o non che siano), in sedicente rappresentanza di un'Italia che non esiste, la questione posta dal ministro deve esser affrontata da ben altre prospettive, non filantropiche o pagliaccesche, sospinte dalla ragione di bisogni pulsanti e dal rifiuto della serrata realtà di vita imposta.

Giovani, un target universale da tirar fuori dal cilindro ogni volta che se ne sente la necessità/opportunità: pensare alle generazioni future per sgrassare quel manto d'egoismo in verità covato, quell'esigenza di poter disporre di una miriade umana in tenera età per il consenso e la disciplina, il voto e il lavoro. Ma spesso la realtà fa a pugni con le speranze dei governanti: giovani motori dei movimenti, espressioni di soggettività in conflitto, che reclamano bi-sogni non soddisfatti, futuri propri da costruire, non solamente (e non ancora abbastanza) in Italia. Quanto questo nodo problematico, nella sua veste certo più complessiva, che travalica anche le battute del ministro Brunetta, si collega con quanto ha fatto e vuol fare, nei termini di discorso e pratica, l'Onda?!

Il ministro vuole preordinare ai giovani l'uscita dal covile familiare, fattosi stretto e assillante, al compimento dei 18 anni? Ma magari! Che la faccia questa (piuttosto nebulosa) legge! Ma tenga in conto anche quelli che, dovunque, costituiscono i primi e spesso insormontabili ostacoli alla via di una desiderata autonomia ed indipendenza... Troppo rudimentale etichettare come bamboccioni chi si trova a vivere in una realtà pervasa dalla precarietà, costretti a mettere sul mercato le proprie capacità e forze a basso costo per lavori di merda, sotto il battere del tempo di un dispersivo quanto straziante esamificio universitario... E non basta la gabbia lavorativa costituita spesso dal call center o lo sfruttamento non retribuito del sistema università, a ciò si debbono aggiungere gli affitti da strozzini dei palazzinari, i costi dei libri che gonfian le tasche ai baroni, il caro-vita che galloppa inarrestabile soprattutto per chi soldi in tasca ne ha sempre pochi...!

Ministro Brunetta, non siam bamboccioni ne tantomeno fessi. Dalle angherie dell'oggi tentiamo di sfuggire con strategie elementari quanto conflittuali, indispensabili pur nella loro, per certi versi, banalità: la casa ce la occupiamo e l'affitto non lo sborsiamo, il libro ce lo prestiamo e fotocopiamo, il pacco di biscotti ce lo intasciamo e non lo paghiamo, il telefono del call center lo sabotiamo e non rispondiamo...!

Ministro Brunetta, tira fuori la grana... poi ne riparliamo!

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